Debiti

Abuso Recupero Crediti: le prescrizioni del Garante della Privacy

Nel 2005, in tempi precedenti alla crisi che ha amplificato l’attività di recupero crediti, il Garante della Privacy ha emanato un provvedimento a carattere generale, rivolto a tutti gli operatori del recupero crediti. La necessità di tale documento nasceva dalle continue segnalazioni di abusi sull’utilizzo illecito dei dati personali nell’attività di recupero, pervenute soprattutto da associazioni di consumatori e dall’Antitrust.

Avevamo già parlato di come difendersi dagli abusi, andiamo ora a vedere quali sono i temi principali del provvedimento del Garante riguardante il trattamento dei dati nell’attività di recupero crediti. E’ opportuno tenere ben presente che, nel caso in cui sia svolta da un soggetto terzo rispetto al creditore, l’attività di recupero crediti deve essere preceduta dalla messa a disposizione dei dati personali del debitore, soprattutto dati anagrafici, informazioni utili per il contatto e i dati relativi alla somma dovuta.

–          Principio di liceità nel trattamento. Tale principio viene violato quando l’operatore comunica ingiustificatamente a soggetti terzi, rispetto al debitore (quali possono ad esempio essere: familiari, colleghi di lavoro, vicini di casa), informazioni relative alla condizione di inadempimento nella quale versa l’interessato. Questo può accadere sia per contatto diretto con terzi (es: telefonata al vicino di casa), ma anche tramite le comunicazioni telefoniche pre-registrate che non permettono l’identificazione di chi ascolta la telefonata. Viola questo principio anche l’affissione degli avvisi di mora e delle sollecitazioni di pagamento sulla porta del debitore.

–          Principio di correttezza nel trattamento. L’operatore deve evitare qualsiasi comportamento suscettibile di incidere sulla dignità del debitore. L’attività di sollecito quindi non può rendere evidente a terzi il contenuto della comunicazione; sono pertanto vietate cartoline o plichi rivolte al debitore, con evidenti riferimenti esterni al recupero crediti.

 – Principi di pertinenza e finalità. I dati che possono formare oggetto di trattamento sono solo quelli necessari all’esecuzione del recupero: dati anagrafici del debitore, codice fiscale o partita IVA, ammontare del credito, recapiti. I dati utilizzabili sono quindi solitamenterinvenibili nel contratto stipulato con il debitore. Alla conclusione del recupero, salvo l’assolvimento di specifici obblighi di legge, i dati non dovranno essere più trattati. L’eventuale conservazione dei dati deve essere realizzata in modo da precludere agli incaricati del trattamento la normale consultabilità.

Ricordiamo però che, quando il recuperatore rispetta tutte le norme e le leggi riguardanti il suo operato, sarà completamente legittimato a svolgere la sua attività. La trasparenza, l’etica e la sostenibilità diventano fondamentali per un  rapporto costruttivo  tra il recuperatore e il debitore che porterà a una risoluzione positiva dell’attività di recupero.

Foto CC di CarbonNYC da Flickr

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