Debiti

Ammessi anche i debiti IVA nel processo di esdebitazione

La Corte UE, grazie ad una recente sentenza, ha reso noto che all’interno del processo di esdebitazione possono rientrare anche i debiti IVA.

L’esdebitazione, l’istituto previsto dalla legge fallimentare che non permette ai creditori di intraprendere nuove azioni verso i debitori per la parte di debito eventualmente rimasta inadempiuta in sede di procedura fallimentare.

Cosa comporta l’esdebitazione per il debitore?

Grazie al processo di esdebitazione, il debitore può essere – in un certo senso – “liberato” in modo definitivo dai debiti ed i creditori non potranno più esigere il pagamento delle somme rimaste in sospeso. A beneficiare del processo di esdebitazione, sia gli imprenditori individuali sia i soci illimitatamente responsabili di una società dichiarata fallita, ossia i soci di una società semplice o di una società in nome collettivo.

L’esdebitazione è una procedura che consente di dare un grosso aiuto agli imprenditori che intercorrono nel fallimento poiché viene data loro la possibilità di avviare una nuova impresa liberandosi dal peso dei debiti ormai chiusi e cancellando la posizione debitoria fallimentare.

La novità relativa ai debiti IVA

Nel processo di esdebitazione, rimanevano comunque esclusi i debiti da IVA ma, con la sentenza del 16 marzo 2017, la Corte di Giustizia ha chiarito che non sussistono ostacoli relativi alla disciplina comunitaria che non possano includere nel processo di esdebitazione anche i debiti IVA per gli imprenditori che dichiarano il fallimento. Infatti, l’esdebitazione non ha l’obiettivo di favorire solo alcune imprese rispetto ad altre e non tratta in modo differente le imprese.

Nello specifico, la Corte ritiene che anche la procedura di esdebitazione possa considerarsi “assoggettata a condizioni di applicazione rigorose che offrono garanzie per quanto riguarda segnatamente la riscossione dei crediti IVA” non costituendo in tal modo quella che la Corte qualifica come “rinuncia generale e indiscriminata alla riscossione dell’IVA”.

In conclusione, il processo di esdebitazione non va quindi contro l’obbligo degli Stati membri dell’Unione Europea di garantire il prelievo integrale dell’IVA o la riscossione effettiva delle risorse proprie dell’Unione e, infine, qualificarsi quindi come aiuto di Stato.

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