Famiglia

Approvata la legge per il reddito di inclusione: un aiuto alle famiglie più bisognose

È stata approvata al Senato la legge delega per il contrasto alla povertà e il riordino delle prestazioni sociali che prevede un aiuto concreto a tutte le famiglie bisognose in Italia: il Reddito di Inclusione. Anche in Italia quindi, dopo l’avvio in molti altri Paesi d’Europa, le famiglie con una comprovata soglia di povertà potranno accedere al Rei (Reddito di Inclusione) e beneficiare di un contributo mensile erogato direttamente dallo Stato.

Chi avrà diritto al Reddito di Inclusione?

Tale contributo sarà erogato in misura dell’indicatore Isee, terrà conto dell’effettivo reddito disponibile e potrà andare a beneficio di cittadini italiani o stranieri residenti nel Paese. In poche parole, per usufruire del Reddito di Inclusione occorrerà essere al di sotto di un certo livello di reddito (constatato appunto dai parametri Isee), essere residenti in Italia da un determinato numero di anni (questo dettaglio è ancora in fase di definizione) ed essere disponibili a seguire programmi di inserimento lavorativo per evitare che gli assistiti rimangano intrappolati in una condizione di bisogno.

Quante persone potranno beneficiarne?

Il Reddito di Inclusione ha come obiettivo quello di andare ad aiutare le persone che si trovano in una situazione di povertà assoluta e che, secondo l’Istat, in Italia sono circa 4,6 milioni. Essendo la numerica molto alta, sarà quindi difficile poter raggiungere tutti i soggetti interessati ed è per questo che – inizialmente – verrà data la precedenza ad alcuni soggetti. Ad esempio “nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave o con donne in stato di gravidanza accertata o con persone di età superiore a 55 anni in stato di disoccupazione”. Seguendo quindi questi importanti indicatori si cercherà di raggiungere almeno 400 mila nuclei familiari, ovvero 1,8 milioni di persone.

Che cifra è stata prevista per il Reddito di Inclusione?

Essendo tale reddito variabile a seconda di alcuni indicatori e dello stesso Isee, la cifra prevista non sarà la medesima per tutti coloro che ne avranno accesso. Il parametro indicativo, ad ogni modo, viene dato dalla soglia di povertà assoluta che, nonostante sia anch’esso variabile, può comunque fornire un’importante direzione. Il contributo monetario è ancora in fase di definizione e, in linea di massima, punta a coprire la differenza fra il reddito disponibile e la soglia di povertà. In questa prima fase di attivazione del Reddito di Inclusione, comunque, il contributo sarà ridotto a un massimo di 480 euro al mese per nucleo familiare.

Quando entrerà in vigore?

La legge relativa al Reddito di Inclusione è stata approvata nei primi giorni di marzo 2017 e, secondo l’iter governativo, si spera di poter effettivamente avviare tale strumento nell’arco degli ultimi mesi del 2017 o all’inizio del 2018. In ogni caso, nel periodo transitorio rimarrà comunque in vigore il Sia, Sostegno all’Inclusione Attiva, e che prevede un assegno di 80 euro al mese a componente fino a un massimo di 400 euro mensili.

Fonte: Avvenire

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