Famiglia

Bilancio familiare: attenzione alle spese primarie

Le spese primarie pesano sempre di più sul bilancio familiare: secondo la recente indagine di un’associazione di consumatori, le spese per alimentazione, trasporti, casa e bollette incidono per il 70% sulle uscite dei nuclei familiari, il 10 % in più rispetto alla media europea.

Confronto Italia – Germania

Se poi si confronta il bilancio mensile di una famiglia italiana con quello di una famiglia tedesca, la comparazione diventa insostenibile: a fronte di uno stipendio medio mensile di 2.500 euro a persona, in Germania la spesa giornaliera incide per 37 euro, ovvero per il 43%. Il che significa che i cittadini vivono più tranquillamente dal punto di vista economico, possono permettersi un tenore di vita più alto e pagare con serenità le rate dei prestiti o dei mutui contratti.

Possibili cause delle differenze

Quali sono le cause di queste differenze? Innanzitutto una minor capacità reddituale: la famiglia italiana nella quale entrano due stipendi si attesta intorno ai 2.500 euro mensili (gli stessi che in Germania guadagna una sola persona), un valore inferiore del 25% alla media europea.

Beni e servizi a cui non si può rinunciare

Ma cerchiamo di capire quali sono i servizi o i beni ai quali non possiamo rinunciare e che hanno, se confrontati con quelli dei nostri vicini d’Oltralpe, prezzi altissimi:

  • in primo piano incontriamo l’assicurazione auto che costa il 42% in più della media europea e che incide al mese per ben 50 euro. Si è spesso discusso di un abbassamento delle tariffe per adeguarle a quelle in vigore nei paesi della UE, ma le grandi compagnie di assicurazione hanno sempre richiesto come contropartita che il legislatore italiano provvedesse a uniformare anche le tabelle dei risarcimenti. Per ora nulla è cambiato e le polizze RcAuto continuano a essere un tributo salato che pesa sul bilancio delle famiglie italiane.
  • Indispensabile all’uso dell’auto è il carburante il cui costo  in Italia è superiore dell’8,9% alla media europea, e per il quale ogni famiglia spende circa 160 euro al mese.
  • Per la spesa alimentare l’incidenza mensile invece si sposta intorno ai 500/600 euro, a cui vanno aggiunte le spese di affitto, quelle condominiali e sempre di più quelle di un mutuo o di altre forme di debiti.
  • Anche nel settore dei mutui paghiamo di più, a causa del nostro debito pubblico che è fra i più elevati (2200 miliardi di euro).  Alla fine di febbraio di quest’anno un noto quotidiano nazionale ha messo a confronto i tassi medi dei mutui in Europa, scoprendo che il nostro è superiore di un punto alla media europea e di un punto e mezzo a quella tedesca.

Sul tema Lamberto Santini, presidente dell’Adoc,  ha dichiarato: “Crediamo sia importante analizzare il rapporto tra quanto entra e quanto esce in una famiglia per le spese primarie, non è solo una questione di costi, ma anche del peso effettivo di questi sul reddito  –  se, infatti, i costi sostenuti da una famiglia italiana sono in linea con quelli europei, anzi complessivamente inferiori del 6,9%, a pesare enormemente è la ridotta capacità reddituale. Una famiglia italiana, con entrambi i genitori lavoratori dipendenti, guadagna al netto delle tasse 2490 euro al mese, il 25% in meno di un’omologa famiglia nel resto d’Europa, la cui media si attesta sui 3119 euro mensili.  E’ evidente che c’è una difficoltà congenita sul lato reddituale, ogni euro speso “pesa” molto di più in Italia che in Germania o in Francia. Così possiamo spiegare, almeno in parte, il caro vita che affligge le famiglie e i consumatori”.

Come migliorare la situazione?

L’unica possibilità,  per ora, è quella di ridurre le spese primarie.  Tenerle sotto controllo attraverso un budget, un conto economico delle entrate e delle uscite, come abbiamo più volte consigliato negli articoli di questo blog. Può rivelarsi utile anche cambiare alcuni stili di vita. Una delle nostre abitudini più dispendiose è l’automobile: il suo acquisto, il suo mantenimento, il suo uso,  corrispondono a somme importanti. Nessuno vuole suggerire di privarsene,  ma accontentarsi di una cilindrata inferiore, il che si traduce in minori spese assicurative e in minori consumi,  limitare gli spostamenti urbani che sono usuranti per l’autoveicolo, condividere le spese per gli spostamenti legati al lavoro, possono essere piccoli accorgimenti per limitare le uscite.
Anche dal punto di vista delle abitudini alimentari si può far molto: partecipare a gruppi di acquisto, ricercare i supermercati più convenienti, preparare cibi in casa, ma naturalmente queste attività richiedono un investimento di tempo che spesso è la vera risorsa scarsa delle nostre giornate.

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