Prestiti

Boom di prestiti: in aumento le richieste

Prezzi immobiliari giù del 20/30% e ottimi tassi d’interesse hanno favorito la crescita dei mutui.

Il Crif (Centrale rischi investimenti finanziari) ha segnalato un +81,1% delle richieste di finanziamento nel primo semestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo 2014. Un trend positivo che si collega alla congiuntura del mercato dei capitali.

L’Euribor, il parametro preso in considerazione per i prestiti a tasso variabile, non ha risentito della crisi greca e ha continuato a scendere, oggi è a -0,071. L’Eurirs, punto di riferimento per i prestiti a tasso fisso, dopo essere sceso sotto l’1% nelle ultime settimane è in rialzo:

  • Eurirs 10 anni a 1,23%
  • Eurirs 20 anni a 1,72%
  • Eurirs 30 anni a 1,77%

L’importo medio richiesto è stato di 121.911 euro, un valore leggermente inferiore allo stesso mese del 2014 (124.812 euro) e lontano dai 140.942 euro di aprile 2010, miglior performance degli ultimi cinque anni.

Esempio

Prendiamo come esempio un mutuo di 120.000 euro per un immobile che ne vale 200.000: stando alle informazioni dei broker, oggi il tasso variabile per il ventennale è quotato a 1,43, con rata mensile a 575, mentre per il trentennale è a 413.  Invece se si sceglie il tasso fisso, che si attesta a 2,90, la rata mensile per il ventennale è di 659 euro, e di 502 per il trentennale.

Nei primi cinque mesi del 2015 il tasso fisso a vent’anni è oscillato fra lo 0,70 e l’1,40, e il trentennale fra lo 0,77 e l’1,44. Nello stesso periodo l’Euribor in un mese è oscillato di soli 7 centesimi e quello trimestrale di 10.

Cosa pensano gli operatori del settore?

Entusiasmo da parte degli operatori bancari che in alcune interviste hanno dichiarato: “La fiducia è in continuo aumento, e questa è una delle ragioni principali che spinge la domanda di nuovi mutui. Inoltre nel caso vi siano rapporti fra la banca e imprenditori attivi nel settore delle costruzioni, si può ipotizzare la creazione di un panel di potenziali opportunità per chi desidera comprare casa, con tempi ridotti nella concessione del mutuo, perché la banca potrebbe entrare dall’inizio nel processo d’acquisto”. Positività anche fra gli attori del mercato immobiliare: “Per chi è in buone condizioni economiche oggi i finanziamenti presentano caratteristiche irripetibili e sono da prendere al volo”.

Prestiti finalizzati e prestiti personali

Se si allarga lo sguardo e si considerano le statistiche che riguardano i prestiti finalizzati e i prestiti personali, la tendenza rimane positiva: per giugno il Crif ha sottolineato un aumento del 4,7% rispetto allo stesso mese del 2014. A giugno l’importo medio richiesto è stato di oltre 8.100 euro. In particolare, l’importo medio per i prestiti finalizzati è stato di 5.119 euro, e quello per i prestiti personali di 11.761 euro.

Un dato significativo dal punto di vista sociologico ed economico riguarda l’età media dei richiedenti: nella maggior parte dei casi persone di età compresa fra i 45 e i 54 anni (25,6% del totale) e nella fascia dai 35 ai 44 anni (24,5%). Pochi gli under 34 “a causa delle perduranti difficoltà che incontrano sul mercato del lavoro – si legge in un documento del Crif – e a livello di stabilità reddituale, fattori che producono una sorta di autocensura preventiva nel timore di non riuscire a rimborsare regolarmente i finanziamenti accesi”. Questa potenziale impossibilità o difficoltà a pagare le rate, se si protrae nel tempo, potrebbe portare a situazioni di sovraindebitamento.

Per Simone Capecchi del Crif: “L’andamento della domanda di mutui e prestiti rappresenta un indicatore fondamentale per tastare il polso in modo tempestivo alle famiglie e valutare la loro propensione ad impegnarsi in un investimento importante come quello della casa o a pianificare i propri consumi. Quanto osservato in questa prima parte dell’anno conferma il trend già in atto da diversi trimestri, con una domanda di mutui per l’acquisto di abitazione in forte espansione a cui si affiancano, però, una costante contrazione degli importi richiesti e la preferenza per i piani di rimborso più lunghi nel tentativo di ridurre quanto più possibile il peso delle rate sul reddito disponibile. Relativamente alla domanda di prestiti, invece, la positiva performance complessiva può essere letta come una conferma del progressivo superamento delle incertezze che negli ultimi anni avevano condizionato tanto pesantemente la pianificazione finanziaria delle famiglie e i progetti di spesa, specie per i beni e i servizi di importo più elevato, tipicamente sostenuti da un finanziamento”.

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