Prestiti

Buoni debitori: come le banche valutano i privati

Concedere un prestito è un’operazione assai rischiosa per gli istituti di credito in quanto il debitore potrebbe non essere più in grado di adempiere ai suoi obblighi causando una perdita alla banca o un rientro posticipato. Il finanziatore cerca di verificare se il soggetto che richiede il prestito è in possesso di requisiti idonei a garantire, con buona approssimazione, che sarà in grado di sostenere il prestito dal momento dell’accensione al momento della scadenza; minimizzando in tal modo il grado di rischio. In un precedente articolo ci siamo occupati dei parametri che vengono tenuti in considerazione per valutare il grado di solvibilità di un’azienda; ci occupiamo invece in questo articolo dei fattori principali su cui le banche decidono se concedere, e a quali condizioni, un prestito ai privati.

I parametri per identificare il grado di solvibilità di un individuo variano da banca a banca in base alla propria politica di rischio, tuttavia presentano dei tratti comuni, imprescindibili per una valutazione oculata della posizione del debitore.

  • Importo del prestito: quanto più la cifra richiesta è elevata, tanto più l’istituto di credito avrà la necessità di richiedere al debitore di “coprire” tutto, o in parte, l’esposizione finanziaria attraverso garanzie reali. Il caso tipico è quello del soggetto che chiede un prestito per l’acquisto di un’abitazione o per l’avvio di un’attività, sulle quali è costretto ad attivare un’ipoteca.
  • Età del richiedente: la richiesta di un prestito generalmente può essere presentata da soggetti con un’età compresa tra i 18 anni, al momento della sottoscrizione, e i 75 anni, al momento della scadenza, salvo eccezioni. L’età influisce da un lato sulla stabilità economica, dall’altro sulla probabilità di decesso per cause naturali, pertanto è un fattore decisamente importante da valutare.
  • Tipologia di impiego: il richiedente deve dimostrare di percepire un reddito stabile e accertabile facilmente. I documenti da presentare variano in base alla tipologia di lavoro prestata dal debitore: il dipendente deve presentare copia della busta paga e del contratto di lavoro; liberi professionisti ed artigiani il certificato di iscrizione all’albo professionale o alla camera di commercio e il modello attraverso cui effettuano la dichiarazione dei redditi (analogamente ai lavoratori con contratti atipici); i pensionati, infine, devono presentare il cedolino della pensione. Un lavoro stabile e ben remunerato è una prerogativa fondamentale per ottenere un prestito, soprattutto se di ingente ammontare e che prevede una scadenza molto protratta nel tempo.
  • Rapporto rata-reddito: esprime quanto incide la rata, necessaria a rimborsare il prestito, sul reddito netto mensile del richiedente (esclusi pertanto eventuali altri impegni finanziari). Di norma tale rapporto non deve superare il 30-35%.
  • Affidabilità creditizia: oltre agli elementi sopra elencati, il credit score (punteggio di affidabilità) si basa sulle informazioni in relazione alla storia creditizia del soggetto che richiede il prestito. Tali informazioni possono essere reperite da banche dati pubbliche, come le Centrali Rischi di Banca d’Italia, o banche dati private, come i Sistemi di Informazione Creditizia. In tali banche dati sono segnalati i soggetti che hanno dei debiti insoluti, che sono morosi o che si sono trovati in passato nelle condizioni appena descritte.

Conoscere i criteri utilizzati dagli istituti di credito per decretare la concessione di un prestito è molto importante per effettuare una richiesta adeguata, che consenta di ottenere il finanziamento desiderato a condizioni favorevoli.

Cosa si può fare nel caso in cui non si riuscisse ad ottenere il prestito presso nessuno degli istituti interpellati? In primis, se segnalati presso la centrale dei rischi, è necessario chiederne la cancellazione. In secondo luogo è possibile chiedere a qualcuno di fare da garante, ossia un soggetto che garantisce con il proprio patrimonio nel caso in cui il debitore fosse insolvente. Vi sono una serie di comportamenti che è bene mantenere per non incorrere nella casistica dei cattivi pagatori:

  • Limitare l’utilizzo delle carte di credito: la carta di credito è uno strumento molto utile perché consente di acquistare un bene anche se al momento non si ha liquidità sufficiente sul conto corrente, tuttavia è necessario essere certi che il mese successivo si avrà la disponibilità sufficiente.
  • Limitare l’acquisto di beni a rate: dilazionare i pagamenti nel tempo è sicuramente vantaggioso, tuttavia è bene ricorrere a tale sistema solo per i beni di prima necessità, posticipando l’acquisto di quelli non strettamente necessari piuttosto che ricorrere al debito.
  • Scegliere importi bassi per le rate: quando si sottoscrive un mutuo o un prestito è sempre meglio scegliere una rata costituita da un importo detto “di sicurezza”, ossia una cifra tale che, anche in caso di vicissitudini economiche momentanee, si riesce a rimborsare.

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