Debiti

Cessione del quinto per dipendenti pubblici: le cose da sapere

La cessione del quinto è una delle forme più sicure e più utilizzate dai dipendenti pubblici per pagare le rate di un prestito e altri obblighi di natura finanziaria.

Una recente circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha previsto un allargamento dei criteri di delega delle trattenute stipendiali che possono accompagnarsi all’istituto della cessione del quinto. La Ragioneria Generale dello Stato ha infatti stabilito che “stante la mutata sensibilità sociale, si è dell’avviso che detto istituto (la delega convenzionale) possa essere certamente esteso anche per il pagamento di polizze attinenti all’assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, nonché all’erogazione volontaria e periodica di liberalità a beneficio di determinati soggetti – tra cui in particolare le organizzazioni non lucrative di utilità – destinatarie di una legislazione, anche fiscale, di favore, e alla donazione di somme a vantaggio di casse mutue o enti con finalità mutualistiche e senza scopo di lucro”.

Nel documento si precisa, con riferimento ai contratti di finanziamento, che “la delegazione convenzionale di pagamento non deve essere confusa con la cessione del quinto dello stipendio, fattispecie per la quale vi è una specifica disciplina. Anzi, la delegazione consente al dipendente che ha già in atto la cessione del quinto, di accedere a un ulteriore finanziamento, lasciando invariato il piano di rimborso previsto con la cessione stipendiale del quinto”.

In pratica, il dipendente pubblico può, tramite la propria Amministrazione, provvedere con la cessione del quinto e con la delegazione convenzionale a:

  • pagare i premi delle assicurazioni sulla vita o per la copertura di rischi professionali o  per la costituzione di posizioni previdenziali integrative dell’assicurazione generale obbligatoria;
  • pagare i premi delle assicurazioni volte a salvaguardare l’integrità della casa di abitazione e a fornire garanzie accessorie;
  • pagare i premi delle assicurazioni sulla responsabilità civile relative alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti e quelli inerenti alle garanzie accessorie;
  • pagare le rate dei prestiti ottenuti in virtù di un contratto di finanziamento;
  • versare il contributo fissato a favore di determinate categorie di soggetti di particolare rilevanza sociale, quali le onlus e gli enti con finalità mutualistiche.

 

Limitazioni

Ma quali sono le limitazioni previste per i dipendenti pubblici sia riguardo alla cessione del quinto che riguardo al cumulo con eventuali deleghe convenzionali di pagamento?
In sintesi:

  • la quota totale delegabile non può superare un quinto dello stipendio mensile al netto delle ritenute di legge a titolo previdenziale e fiscale;
  • in caso di concorso della delegazione convenzionale con la cessione del quinto dello stipendio, il totale delle somme trattenute non può, ordinariamente, superare il 40% dello stipendio mensile, al netto delle ritenute di legge a titolo previdenziale e fiscale, salvo casi straordinari che l’Amministrazione di appartenenza del dipendente è chiamata a valutare, fornendo una specifica e motivata autorizzazione;
  • presupposto per l’attivazione della delegazione convenzionale di pagamento è l’esistenza, a monte, di una convenzione tra l’Amministrazione e i soggetti interessati.

A tale scopo sono stati predisposti tre schemi di convenzione relativi a contratti di finanziamento, polizze assicurative e versamenti a onlus (organizzazioni non lucrative di utilità sociale) e enti mutualistici che si possono scaricare online.

Domande frequenti

La circolare è completata da un interessante allegato di faq, frequently asked questions, che risolvono alcuni dubbi di non secondaria rilevanza.

Per esempio in materia di usura si precisa che le delegazioni di pagamento dovranno rispettare i criteri stabiliti dalla Banca d’Italia in materia di tassi usurari.

Alla domanda se sia possibile che la delega riguardi contratti di finanziamento con una durata superiore al periodo di lavoro del dipendente-mutuatario, si risponde che ciò non è possibile e che comunque la delega non può avere durata superiore a dieci anni.

Una delle risposte più articolate è dedicata al quesito sulle onlus destinatarie dei contributi periodici. In sintesi si distingue fra onlus “di diritto”, iscritte nei registri regionali o riconosciute dal Ministero degli Affari Esteri, e quelle “parziali”, gli enti ecclesiastici.

Infine rientrano nella categoria dei beneficiari anche tutti quegli enti per i quali la legislazione tributaria riconosce al donante il diritto alla detrazione o alla deduzione ai fini Irpef delle somme erogate: università, fondazioni universitarie, enti di ricerca, parchi regionali e nazionali.

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