Come pagare i debiti: la liquidazione del patrimonio

Abbiamo già affrontato in precedenti video come pagare i debiti in caso di sovraindebitamento, analizzando in particolare il piano del consumatore.

Esiste un altro modo a disposizione del consumatore per procedere alla esdebitazione: la cosiddetta liquidazione del patrimonio.

La legge italiana, con particolare riferimento a quella della crisi di sovraindebitamento, permette al debitore consumatore che si trova in uno stato di crisi di sovraindebitamento di poter procedere alla presentazione di un piano non di rientro ma di liquidazione del proprio patrimonio, attraverso quelli che sono i cosiddetti Organismi di Composizione della Crisi (O.C.C.) o professionisti abilitati a tale scopo.

Cosa succede esattamente? Il debitore che non può più fare fronte alle obbligazioni assunte in precedenza decide, di intesa con l’organismo di composizione della crisi o con il professionista abilitato, di liquidare tutto quello che è il suo patrimonio, non avendo quindi la possibilità di riuscire a formulare una proposta di rientro per tutti i creditori. La sua unica scelta è quella di dover far fronte alla vendita di quello che riguarda il patrimonio, come ad esempio quello immobiliare, per riuscire a fare fronte a tutti quei debiti pregressi attraverso la vendita dei suoi beni.

La liquidazione del patrimonio è estremamente semplice: l’organismo di composizione della crisi (O.C.C.) stipula insieme e di intesa con il consumatore debitore una valorizzazione dei propri beni, sia mobili che immobili, e conclude un contratto per venderli e riuscire a ripianare, in tutto o in parte, i debiti contratti.

Una volta che la liquidazione del patrimonio del consumatore è stata omologata, ci dovrà essere il consenso delle banche che hanno iscritto ipoteche, nel caso ne esistano. Questo vincola la libera vendita del bene immobile e l’inizio delle procedure esecutive volte alla vendita coattiva, ossia alla vendita all’asta dei beni immobili.

A vendita avvenuta è quindi possibile, tramite l’omologazione ottenuta in precedenza e grazie al tribunale, ridistribuire le somme ricavate. In questa maniera il consumatore debitore, avendo sanato la situazione di contratti non rispettati nei confronti di tutti creditori, è riuscito a raggiungere l’esdebitazione, cioè quella particolare forma prevista dalla legge che permette di avere nuovamente accesso al credito dopo che queste procedure concorsuali si sono concluse.