Debiti

Cos’è il fermo amministrativo dell’auto?

Il fermo amministrativo dell’auto può essere messo in atto da Enti impositori diversi, ad esempio l’Agenzia delle Entrate ma anche i Comuni, le Regioni o l’Inps, per rivalersi sul contribuente moroso per crediti vantati sullo stesso, bloccando un bene mobile registrato.

Cosa è importante sapere del fermo amministrativo?

Una delle cose che spesso non si sa è che non importa se il credito vantato sia sproporzionato rispetto al bene bloccato. Su questo ci sono diverse sentenze nel merito, poiché potrebbe bastare anche il solo mancato pagamento di somme dovute alla Pubblica Amministrazione, comprese le contravvenzioni al Codice della Strada, per vedersi porre in fermo amministrativo un bene mobile o, per l’appunto, l’auto.

Come si impone il fermo amministrativo?

Dopo avere ricevuto una cartella esattoriale, trascorsi 60 giorni da questa, se – entro questo lasso di tempo – non si provvede al pagamento, lo stesso Ente provvederà all’invio di un preavviso di fermo amministrativo. In pratica, così facendo, l’Ente intima il pagamento di quanto dovuto entro il termine di trenta giorni; in caso contrario, eseguirà il fermo del veicolo iscrivendolo nel Pubblico Registro Automobilistico (Pra). Per tale motivo, all’automobilista non resterà che pagare o presentare ricorso.

Fare ricorso per il fermo amministrativo: qual è la procedura?

Prima di decidere di fare ricorso per il fermo amministrativo, è necessario verificare che la richiesta di pagamento per la quale viene notificato il preavviso di fermo si sia prescritta oppure no. Infatti, nel primo caso, il debitore può proporre ricorso avverso il provvedimento di preavviso di fermo amministrativo davanti al giudice competente grazie all’aiuto di un avvocato.

Preavviso di fermo auto: che cos’è la prescrizione?

Avviene la prescrizione del fermo dell’automobile nel caso in cui, ad esempio, l’Agenzia delle Entrate non agisce entro un dato termine per il recupero delle somme che ritiene esserle dovute, alla scadenza di tale termine, non potrà più pretendere nulla nei confronti del debitore a cui è stato apposto il fermo amministrativo.

Volendo fare un altro esempio, nell’ipotesi in cui avvenga una violazione del codice della strada, l’Ente Comunale non può più pretendere somme dovute se – dalla data in cui viene commessa la violazione – trascorrono cinque anni.

Attenzione: anche la prescrizione si può interrompere. Infatti, se il creditore o chi ha emesso la multa, nel corso dei cinque anni invia copia del verbale di contestazione, le cartelle esattoriali o anche solo delle lettere di sollecito, il decorso dei cinque anni si interrompe e riprende a decorrere dall’ultima comunicazione che il debitore riceve. Ovvero, se una violazione viene commessa nel 2010, il diritto di pagamento relativo alla sanzione del codice della strada si prescrive nel 2015. Tuttavia, se nel 2012 l’Ente della Riscossione notifica al debitore la cartella esattoriale relativa a quel debito, il diritto non si prescrive più nel 2015, ma nel 2017.

Cosa fare in caso di preavviso di fermo amministrativo?

Se il termine della richiesta di pagamento va in prescrizione, è possibile fare ricorso – come spiegato nei paragrafi precedenti – e tale richiesta deve consistere nell’annullamento del provvedimento di preavviso di fermo amministrativo notificato.

E se la cartella non viene notificata?

Non è inusuale che la cartella esattoriale non venga notificata (ad esempio per disguidi pratici oppure perché tale comunicazione viene smarrita dalle Poste Italiane) oppure che venga notifica ad un indirizzo errato. In tutti questi casi, qualsiasi pretesa di pagamento viene invalidata e, allo stesso modo, non sono più valide nemmeno le pretese dell’Ente di Riscossione per quello che concerne il fermo dell’automobile.

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