Debiti

Credito al consumo: gli italiani comprano a rate

credito al consumo

Credito al consumo: il dato relativo ai debiti degli italiani, rispetto al 2016, è cresciuto del 4,1%.

Rilevate la natura di tale sofferenze; solo un’operazione su cinque è un mutuo. Ciò indica un incremento del credito al consumo.

Lombardia (42.594), Trentino (40.827) ed Emilia Romagna (39.571) sono le regioni italiane con maggior crediti attivi.

 

debiti in italia

 

L’italiano, conosciuto un tempo come un risparmiatore, oggi sta cambiando. Comprare attraverso forme di indebitamento è per molti la normalità.

Il leasing per l’acquisto di una macchina, un finanziamento per un telefonino, un televisore e una lavatrice, un mutuo per la casa, che il più delle volte copre il 90% del valore dell’immobile.

Purtroppo molte famiglie italiane stanno vivendo una situazione di sovraindebitamento.

Crif, società che gestisce il principale sistema di informazioni sui finanziamenti dell’Italia, ha redatto una mappa del credito negli ultimi mesi. Ne emerge un dato un po’ allarmante. Il 35,4% della popolazione italiana è indebitato. Un individuo in media paga 356 euro di rate ogni mese.

Credito al consumo: Rispetto all’anno scorso l’incremento è del 4,1 per cento

L’esposizione verso banche e finanziarie per i pagamenti a rate, mutui, prestiti finalizzati e personali, nel 2016 ha toccato i 107,7 miliardi di euro. Considerando che nel 2004 l’Italia era a quota 57 miliardi, questo dato è preoccupante.

Capita spesso che le persone si indebitino per pagare altri debiti, entrando così in un spirale dalla quale è difficile uscire.

Questa situazione è stata causata anche dal calo degli stipendi e dall’incremento del costo della vita. All’inizio sono calati i consumi, ora gli italiani rinunciano meno e si indebitano di più.

Il debito privato medio di un italiano è di circa 20mila dollari per mutui e credito al consumo, è vicino a quello di Spagna e Portogallo, molto sotto gli Stati Uniti, Francia e Germania (intorno ai 30mila dollari) e nemmeno paragonabile a quello di paesi come Gran Bretagna (poco meno di 50mila dollari) o paesi scandinavi (quasi 100mila dollari per la Norvegia).

Per fronteggiare questa situazione o per non venirne travolti, qualche accorgimento può aiutare.

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