Debiti

Debiti con Equitalia? In arrivo la sanatoria!

Sono decine di migliaia i debitori del fisco in Italia. Per loro forse è in arrivo una sanatoria dei debiti Equitalia, una serie di interventi che hanno come obiettivo quello di chiudere i procedimenti che nascono non da una cattiva volontà dei contribuenti debitori ma che spesso trovano origine in situazioni economiche difficili e imprevedibili. La proposta di legge attualmente allo studio non punta certo a favorire gli evasori fiscali, ma vuole essere indirizzata alle persone comuni, in particolare artigiani, commercianti, imprenditori, che faticano a far fronte a tutte le spese.

A sostegno della necessità di trovare nuove soluzioni per affrontare le tante posizioni aperte, vi è la constatazione che al 28 febbraio 2015 le somme iscritte a ruolo da Equitalia ammontavano a 682,2 miliardi di cui 580,20, secondo fonti ufficiali, sono da considerarsi in buona parte inesigibili.

Ma quale sarebbe quindi la strada da percorrere? Uno sconto sulle somme dovute e un’attivazione “d’ufficio” delle procedure transattive, qualora ricorrano determinate condizioni, da parte dell’agente della riscossione, e non come avviene oggi su richiesta del contribuente.

Il cosiddetto disegno di legge “rottamazione dei ruoli” individua due categorie di debitori:

  • quelli in grave difficoltà finanziaria, ovvero con un debito per oltre il 50% antecedente al 31 dicembre 2010;
  • quelli in momentanea difficoltà finanziaria, con un debito oltre il 50% antecedente al 21 dicembre 2012.

Per i primi si ipotizza l’azzeramento di sanzioni, interessi e dell’aggio di riscossione (oggi pari al 6%), nel caso in cui procedano al pagamento integrale dell’Iva, al pagamento integrale dei contributi o del 75% dei tributi.

Per i secondi, quelli in momentanea difficoltà finanziaria, è previsto lo stesso trattamento pagando il 95,5% dei tributi.

Per importi inferiori a 50mila euro, il debito si estingue con 8 rate trimestrali pagabili in 2 anni. Per quelli superiori a 50mila euro, in 12 rate trimestrali, pagabili in 3 anni.

Un altro punto importante del ddl “rottamazione dei ruoli” è che l’accordo a saldo e stralcio del debito non deve essere richiesto dal contribuente debitore, ma proposto dai funzionari Equitalia a tutti coloro che si trovino nelle condizioni descritte dalla normativa.

La proposta si inserisce in un clima di mutato atteggiamento del fisco nei confronti dei debitori. Vale la pena ricordare che la tendenza a trovare un punto d’incontro con i contribuenti morosi è confermata da alcune procedure già in vigore. L’istituto del ravvedimento operoso consente al debitore che abbia dimenticato di pagare la Tasi, l’Irpef, l’Iva, l’Imu, o che abbia commesso qualche errore nei conteggi, di regolarizzare i versamenti entro il 14° giorno dalla scadenza con il pagamento degli interessi dell’1% annuo dal primo giorno in cui il pagamento avrebbe dovuto essere effettuato, a cui va aggiunto un 0,2% giornaliero di sanzione. Oltre il 14° giorno sono previste sanzioni maggiori. L’altro strumento è quello delle dilazioni di pagamento: al contribuente è data la possibilità di diluire il debito attraverso una rateizzazione mensile che può arrivare ad un massimo di 72 rate. Inoltre, se il debitore si trova in situazioni di particolare difficoltà economica o familiare, all’agente della riscossione è riconosciuta la facoltà di concedere un’ulteriore dilazione di pagamento fino a 120 rate mensili, ossia per un periodo di dieci anni.

Per la valutazione della propria diminuita capacità reddituale, il parametro di riferimento resta l’Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente); quando l’importo della singola rata è superiore al 20% del reddito del nucleo familiare, si ha diritto a richiedere una revisione del proprio piano di rateizzazione.

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