Debiti

Decreto ingiuntivo: cosa fare

Decreto ingiuntivo

Il debitore che ha rinviato il pagamento di una prestazione professionale, la rata del leasing, di un prestito non finalizzato o delle spese condominiali, può un giorno trovare alla sua porta l’ufficiale giudiziario per  la notifica di un decreto ingiuntivo (che può avvenire anche a mezzo posta), di un’ingiunzione di pagamento.

 

 

Cos’è il decreto ingiuntivo?

È la richiesta che il creditore, in determinati casi (art.633 cpc), può rivolgere al giudice competente affinché ordini al debitore di pagare la somma dovuta.

 

Casi in cui può essere richiesto

  • se c’è una prova scritta del diritto fatto valere: questo è un punto molto importante perché spetta al creditore dimostrare l’esistenza del credito
  • se il credito riguarda onorari per prestazioni giudiziali o stragiudiziali o rimborso di spese fatte da avvocati, procuratori, cancellieri, ufficiali giudiziari, notai, oppure ad altri liberi professionisti per i quali esiste una tariffa legalmente approvata.

Cosa succede in pratica?

Il giudice, entro trenta giorni dal deposito del ricorso e sulla base dei documenti allegati, ingiunge al debitore di pagare la somma dovuta (oltre agli interessi ed alle spese del procedimento) nel termine di 40 giorni.

In alcuni casi il decreto ingiuntivo è dichiarato “provvisoriamente esecutivo”, cioè l’ordine di pagare la somma dovuta è immediato. Questo succede quando vi è pericolo nel ritardo che giustifichi l’immediato pagamento, o quando l’atto è fondato su una cambiale, un assegno bancario, un certificato di liquidazione e di Borsa, un atto ricevuto da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato, un documento firmato dal debitore in cui egli riconosce il proprio debito.

Sei cose da sapere

  1. Non rifiutarsi mai di accettare la notifica (anche quella fatta a mezzo posta) a meno che non vi sia un evidente errore di persona, errore da far presente all’Ufficiale Giudiziario o al postino. La notifica infatti si perfeziona ugualmente con il deposito del documento presso la casa comunale (o presso l’ufficio postale) e l’invio di una raccomandata.
  2. Non restare inattivi, perché trascorsi quaranta giorni dal ricevimento della notifica, l’ingiunzione diventa esecutiva e definitiva, cioè non potrà più essere contestata e i vostri beni (mobili, immobili, conto corrente) potranno essere pignorati.
  3. Le banche come prova scritta del debito possono esibire anche solamente l’estratto conto accompagnato dalla dichiarazione di un funzionario della banca che attesta la verità e la liquidità del credito.
  4. Ogni decreto, analogamente alle sentenze, è fondato su una motivazione che nel caso del decreto ingiuntivo si riduce il più delle volte a un rinvio alle ragioni illustrate nel ricorso dal creditore.
  5. Il termine di 40 giorni per opporsi al decreto ingiuntivo è perentorio, per cui un’opposizione tardiva sarà dichiarata inammissibile, salvi casi speciali.
  6. Prima di difendersi con l’opposizione, di cui parleremo fra poco, potrebbe essere opportuno cercare un accordo, in alcuni casi più vantaggioso dell’iter giudiziario.

L’opposizione

L’opposizione è un atto di citazione nel quale, nel termine perentorio di 40 giorni, il debitore con la necessaria assistenza di un avvocato, introduce una causa vera a propria, nella quale dovrà cercare di dimostrare che la somma non è dovuta (documento scritto non valido, prestazione non avvenuta, presenza di vizi o difetti…), o è dovuta solo in parte (versamento di un anticipo, errore di calcolo…). Il debitore può inoltre proporre quella che in termine tecnico si chiama domanda riconvenzionale: in altre parole può introdurre nella controversia  le sue pretese di creditore di somme di denaro nei confronti del ricorrente, per esempio per canoni di locazione, fornitura di merce, titoli di credito, danni, eccetera.

L’opposizione alle spese condominiali

Diverse sentenze della Cassazione hanno stabilito che il condomino può opporsi al decreto ingiuntivo che gli impone il pagamento delle spese condominiali contestando i documenti su cui si fonda la delibera assembleare, per esempio un eventuale errore nella tabella dei millesimi, ma non può contestare nell’atto di opposizione la validità della delibera che va impugnata in un diverso giudizio come previsto dall’articolo 1137 codice civile.

Il decreto ingiuntivo per stipendi non pagati

Il lavoratore a cui da qualche mese non viene corrisposta la busta paga, può fare ricorso per decreto ingiuntivo in mancanza della prova scritta?
La risposta è sì, a patto di produrre la documentazione che provi l’esistenza del rapporto di lavoro e che comprenda le buste paghe dei mesi precedenti all’interruzione dei pagamenti. Va però precisato che la materia del diritto del lavoro è molto complessa e che solo un esperto potrà suggerire se in concreto è questa la strada da percorrere.

Conciliazione

Durante il giudizio di opposizione le parti possono accordarsi anche per il pagamento di una somma inferiore a quella ingiunta; se invece si concludesse per l’inesistenza del credito sarebbe necessaria un’esplicita rinuncia al decreto da parte del ricorrente

Rigetto o accoglimento parziale dell’opposizione

Il giudice può rigettare l’opposizione per ragioni processuali, come il mancato rispetto dei termini, o di merito, quando i motivi presentati nell’opposizione siano infondati. L’opposizione del debitore può anche essere accolta solo in parte: il titolo esecutivo sarà a questo punto rappresentato  esclusivamente dalla sentenza che definirà un importo diverso da quello richiesto.

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