Debiti

Decreto ingiuntivo: dalle informazioni di base alla nuova riforma 2016

Il decreto ingiuntivo, chiamata anche ingiunzione di pagamento, è un documento emesso dal giudice che impone al debitore di pagare il proprio debito entro una certa scadenza.

Per avere valore legale il decreto ingiuntivo deve essere consegnato da un ufficiale giudiziario del tribunale, da un avvocato o mezzo posta. Dev’essere notificato al debitore entro 60 giorni dalla sua emissione. In caso contrario esso decadrà.

Vi è anche un tema di giurisdizione territoriale: se la contestazione riguarda un contratto sottoscritto a distanza da un consumatore, il tribunale competente è quello del luogo di residenza del debitore.

Cosa deve fare il creditore per ottenere un decreto ingiuntivo?

Per ottenere il decreto ingiuntivo, il creditore deve presentare al giudice delle prove scritte con valore di titolo esecutivo che attestino l’esistenza del credito.

Ad esempio, se il creditore è una banca, come prova scritta del debito può esibire semplicemente l’estratto conto accompagnato dalla dichiarazione di un suo funzionario che attesti la verità e la liquidità del credito.

Cosa fare se ricevi un decreto ingiuntivo

Al ricevimento dell’ingiunzione di pagamento il debitore ha tre soluzioni:

  1. Pagare > debito, interessi di mora, parcella dell’avvocato e relativa IVA.
  2. Rateizzare il debito > E’ possibile chiedere la rateizzazione del pagamento presentando domanda all’Ufficio arbitrato e allegando degli atti che dimostrino la difficile situazione finanziaria. L’Ufficio si riserva in seguito di accogliere o rifiutare la domanda.
  3. Opporsi > L’opposizione va inoltrata con atto di citazione davanti all’ufficio giudiziario che ha emesso il decreto non oltre 40 giorni o diversamente come stabilito dal giudice. Alla richiesta è necessario allegare i documenti che provino l’inesistenza di tutto o parte del credito.

Cosa succede se non si paga dopo aver ricevuto un decreto ingiuntivo?

Se alla scadenza del termine previsto non è stata presentata né una domanda di rateizzazione né di opposizione, si procederà con il pignoramento.

Il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo

Si tratta di una forma di decreto ingiuntivo che va pagata immediatamente, favorendo così il creditore a livello di tempo. In questo caso il debitore non ha 40 giorni di tempo per adempiere ma deve provvedere subito al pagamento del proprio debito. Se ci sono i presupposti può decidere di fare opposizione.

Un tipico caso di decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo è in materia di riscossione delle spese di condominio.

In verità, il debitore ha a disposizione sempre 10 giorni di tempo prima di subire un pignoramento. Prima di procedere con l’espropriazione è sempre necessario notificare l’atto di precetto dal quale devono sempre decorrere 10 giorni prima di poter avviare l’azione esecutiva.

Cosa comporta la riforma del decreto ingiuntivo 2016?

La riforma del decreto ingiuntivo 2016 (art. 648 c. 2) lascia invariata la regola della provvisoria esecutività in sede di udienza, ma apporta modifiche all’ipotesi dell’esecuzione provvisoria parziale del decreto opposto.

Prima di tale riforma il giudice poteva concedere l’esecuzione provvisoria parziale del decreto ingiuntivo limitatamente alle somme non contestate (salvo che l’opposizione sia proposta per vizi procedurali). Ora la nuova riforma prevede che il giudice abbia l’obbligo di concedere l’esecuzione parziale anche su una parte degli importi richiesti quando questi non sono contestati dal creditore.

Per saperne di più leggi anche “Decreto ingiuntivo: cosa fare”

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