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Ecobonus condomini: ecco come cedere la detrazione ai creditori

Il mercato immobiliare è in crescita e i dati confortanti che giungono da questo fronte sono uno sprone ad effettuare interventi di risparmio energetico e di riqualificazione energetica delle parti comuni negli edifici condominiali, al fine non solo di vedere incrementato il valore dell’immobile, ma anche e soprattutto di potere fruire dell’ecobonus, ossia della detrazione fiscale pari al 65% delle spese sostenute.

Per effetto di un recente intervento normativo, beneficiari dell’ecobonus condomini sono anche i contribuenti che rientrano all’interno della cosiddetta “no tax area”: la Legge di Stabilità 2016 ha, infatti, introdotto la possibilità per questi soggetti di cedere la detrazione loro spettante per gli interventi di riqualificazione energetica che interessano le parti comuni degli edifici condominiali ai fornitori che hanno eseguito i lavori o le prestazioni come parte del pagamento dovuto. È venuta, così, meno una preclusione che in passato aveva determinato una disparità di trattamento e creato non pochi malumori all’interno di una platea alquanto ampia di contribuenti che annovera coloro che non versano l’IRPEF perché non oltrepassano il primo sbarramento di reddito minimo e i possessori di redditi esclusi dall’imposizione IRPEF per espressa previsione o perché l’imposta lorda è assorbita dalle detrazioni.

Quali sono gli adempimenti e gli step procedurali da rispettare ai fini della cessione dell’ecobonus dei condomini rientranti nella no tax area? Innanzitutto, la delibera assembleare che approva gli interventi deve fare anche menzione della scelta dei condomini aventi tale diritto di cedere il credito; in via alternativa, la scelta può essere comunicata al condominio che la inoltra ai fornitori, i quali, a loro volta, devono dare comunicazione al condominio dell’accettazione del credito a titolo di pagamento parziale per l’attività svolta e per i beni ceduti. Infine, entro il 31 marzo 2017, il condominio comunica telematicamente all’Agenzia delle Entrate il totale delle spese sostenute nell’anno precedente per i lavori di riqualificazione energetica sulle parti comuni, il codice fiscale dei condomini che hanno ceduto il credito e l’importo del credito ceduto da ciascuno, oltre al codice fiscale dei fornitori cessionari del credito e all’importo totale del credito ceduto a ciascuno di essi. Il credito cedibile riguarda le spese sostenute nell’anno 2016 anche se riferite ad interventi iniziati in anni precedenti.

Passando all’impiego del credito ceduto a titolo di pagamento di parte del corrispettivo, il fornitore può utilizzare il credito, a partire dal 10 aprile 2017, in compensazione in dieci rate annuali di pari importo, fermo restando che la quota del credito che non è fruita nell’anno è utilizzabile negli anni successivi e non può essere chiesta a rimborso.

Quali sono i vantaggi che fanno da cornice a questo innovativo meccanismo di cessione del credito che ha riconosciuto anche ai proprietari incapienti il diritto ad una casa energeticamente riqualificata e cosa ci si deve presumibilmente attendere per gli anni a venire sul fronte degli interventi diretti alla riqualificazione energetica? È innegabile che questo meccanismo di cessione del credito presenti degli indubbi vantaggi che possono essere colti tanto dal contribuente quanto dal fornitore della prestazione. In concreto, da un lato, i contribuenti che orbitano nella no tax area possono finalmente fruire dell’ecobonus condomini e fare valere la detrazione per la riqualificazione energetica come parte del pagamento da loro dovuto in base alla tabella millesimale di ripartizione delle spese condominiali. Dall’altro lato, il provvedimento (con il suo scopo di superare le resistenze dei condomini incapienti che, non avendo un reddito assoggettabile all’Irpef, non hanno astrattamente nemmeno l’interesse ad approvare interventi condominiali di miglioramento del livello di efficienza energetica degli immobili) non può non essere accolto favorevolmente dai fornitori che possono, in questo modo, contare su un bacino di clientela più vasto e su un incremento del fatturato, fruendo del credito loro ceduto in dieci quote annuali che vanno a compensare i debiti dell’impresa. Ed è altrettanto vero che, in un momento in cui il mercato immobiliare torna a mostrare segni di vitalità, un provvedimento normativo come quello in esame possa fare da volano alla crescita economica, spingendo le famiglie italiane a scommettere sulle potenzialità degli interventi volti alla riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento, al miglioramento termico dell’edificio, all’installazione di pannelli solari e alla sostituzione dei vecchi e poco performanti impianti di climatizzazione invernale.

In definitiva, viste queste incoraggianti premesse, sono più che rosee le aspettative circa il riscontro che il meccanismo di cessione del credito otterrà per l’anno in corso da parte dei condomini rientranti nella no tax area.

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