Debiti

Ereditare debiti: le 3 cose da sapere

Si ereditano i debiti (mutui, cartelle esattoriali, condanne di risarcimento dei danni, etc.) di un familiare? La risposta è sì.

La qualità di erede, infatti, comporta il subentro automatico nell’insieme dei rapporti facenti capo alla persona defunta e può essere acquisita in due modi:

  • con l’accettazione espressa, attraverso una dichiarazione formale resa con atto pubblico davanti a un pubblico ufficiale, notaio, cancelliere, o con una scrittura privata autenticata a cura dell’erede, che può essere coadiuvato nella stesura della stessa dai Caf (centri di assistenza fiscale) del territorio;
  • con l’accettazione tacita, attraverso uno o più atti che presuppongono la sua volontà di accettare l’eredità come, per esempio, la vendita di un bene, la prosecuzione di una causa riguardante i beni del de cuius, la cessione della sua quota ereditaria ai coeredi.

 

Chi eredita i debiti?

Chiunque sia erede legittimo, definizione che non sempre coincide con l’erede legittimario. In presenza di un testamento e in mancanza di esso esiste una quota, detta indisponibile, la quale può essere anche formata in parte o in tutto da debiti, che spetta di diritto ai familiari come stabilito dall’articolo 536 del codice civile: “Le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli legittimi, i figli naturali, gli ascendenti legittimi”.

L’accettazione con beneficio d’inventario

Quando ci si trova nella condizione di ereditare un patrimonio per il quale non è evidente il bilancio delle voci attive e di quelle passive, ci si può tutelare accettando l’eredità con beneficio d’inventario (articolo 490 del codice civile). In questo caso si acquista la qualità di erede senza che vi sia confusione fra il proprio patrimonio e quello del defunto: questo significa che l’erede non sarà tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni a lui pervenuti.

La rinuncia all’eredità

Quando sia invece certo che i debiti superino l’attivo della quota ereditaria, per evitare di pagare le somme dovute, si deve rinunciare all’eredità. L’atto di rinuncia all’eredità è un atto scritto ricevuto, pena la sua nullità, da un notaio o dal cancelliere del Tribunale del luogo in cui si è aperta la successione (art.519 c.c.). Con una recente sentenza (20.02.2013, n.4274) la Corte di Cassazione ha ribadito la nullità della rinuncia senza l’osservanza della forma prescritta dall’articolo 519 c.c.. È inoltre nulla la rinuncia parziale, condizionata o a termine.
La rinuncia, a differenza dell’accettazione, non può avvenire tacitamente: la mancata accettazione non si trasforma in rinuncia; e l’erede che nei dieci anni seguenti all’apertura della successione non prende alcuna decisione, perde sia il diritto di accettare che quello di rinunciare.

Come fare

Prima di fissare l’appuntamento per la stesura dell’atto nella cancelleria del Tribunale, è necessario disporre di:

  • certificato di morte in carta semplice: il coniuge, gli ascendenti e i discendenti possono anche avvalersi della dichiarazione sostitutiva di certificazione;
  • certificato ultima residenza del defunto;
  • copia del codice fiscale dell’erede che rinuncia e del defunto;
  • copia del documento d’identità del rinunciante e del defunto;
  • autorizzazione del Giudice Tutelare nel caso il rinunciante sia minorenne, interdetto, inabilitato;
  • una marca da bollo da € 16,00 da applicare all’originale dell’atto;
  • effettuare un versamento di € 168,00 per ogni rinunziante da eseguire in esattoria, in banca o in posta a favore dell’ufficio delle entrate (il cancelliere rilascerà dopo la firma dell’atto un fac-simile per il versamento munito del numero di iscrizione a ruolo);
  • la ricevuta del versamento dovrà essere consegnata in cancelleria subito dopo il pagamento che dovrà inderogabilmente avvenire il giorno dell’atto.

Dopo circa dieci giorni dalla firma dell’atto si potrà ritirare copia conforme all’originale della rinunzia presentando allo sportello della cancelleria: una marca da bollo da € 16,00, una marca da bollo da € 6,20.
La documentazione può essere presentata anche solo da un erede; per la formalizzazione e firma dell’atto è invece necessaria la presenza di tutti gli eredi che devono rinunciare.

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