Debiti

Essere un buon debitore: la differenza tra in bonis e cattivo pagatore

Al giorno d’oggi avere un debito è normale, basti pensare a tutte le persone che hanno contratto un mutuo per il quale pagano regolarmente la rata una volta al mese.

Un tempo, istituti di credito, banche o finanziarie, concedevano mutui, finanziamenti e prestiti per le più svariate tipologie di acquisti. Casa, auto, moto, elettrodomestici, smartphone, viaggi e molto altro. Questo ha fatto sì che molte persone e famiglie oggi siano entrate nel circolo vizioso del debito o, nel caso peggiore, si trovino ad affrontare il sovraindebitamento.

Come ragionano gli istituti di credito?

Sia che si parli di aziende o di privati, entrambe le categorie hanno la possibilità di entrare nel circolo del credito più o meno facilmente, sulla base di certi requisiti che il mondo finanziario impone. Agli occhi degli istituti finanziari però, la suddivisione dei debitori avviene sulla base del reddito, della presenza di un posto di lavoro indeterminato e di una caratteristica in particolare: la solvenza. Se un debitore è solvente, o per meglio dire, costante, questo viene detto “in bonis”: la costanza di pagamento genera uno spartiacque fondamentale agli occhi di chi concede credito poiché può considerare il soggetto in questione affidabile. Di conseguenza, se il soggetto non è affidabile, la Banca avrà più difficoltà a concedere denaro qualora decidesse di farne richiesta e nella maggior parte dei casi è possibile che quest’ultima venga respinta.

In bonis e cattivo pagatore: quali sono le differenze?

Esiste quindi un confine che divide i debitori in bonis da quelli che non riescono ad onorare i propri impegni. Oltrepassare il confine non avviene con immediatezza ma anzi, è la conseguenza di un periodo di insolvenza. A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa bisogna fare per non varcare il confine? Quali sono le strategie da mettere in pratica per non diventare insolvente?

Con questa rubrica vogliamo darti qualche piccolo consiglio in modo da aiutarti a non varcare la soglia che potrebbe portarti a diventare un cattivo pagatore.

Ma partiamo dal principio: da dove cominciare per evitare di diventare un cattivo pagatore?

Per prima cosa per non avere debiti devi smettere di contrarne di nuovi o di sperperare più denaro di quanto ne entri del tuo conto.

Si tratta, nella maggior parte dei casi, di un circolo vizioso che molte persone al giorno d’oggi vivono, articolato con logica consequenziale e composto da quattro fasi, nello specifico:

  1. spendere di più rispetto a quanto si guadagna;
  2. riduzione drastica della capacità di spesa;
  3. sottoscrizione di un debito;
  4. sottoscrizione di un ulteriore debito per ripagare il primo debito e mantenere un alto tenore di vita.

Va da sé che questo modus operandi non può essere mantenuto all’infinito, soprattutto se stai pensando di rifinanziare il primo debito. A questo punto, prima di iniziare a pensare a lungo termine, è necessario partire dal primo passo, quello più importante: essere consapevoli.

La consapevolezza consiste nell’ammissione che c’è un problema e che questo va risolto. Solo ammettendolo puoi iniziare a pensare a come comportarti da qui in avanti. È difficile, ma è lo step più importante. Certo, ci sono situazioni che quasi obbligatoriamente comportano la sottoscrizione di un prestito ma ce ne sono altrettante che non lo richiedono. L’ultimo modello di auto o il telefono nuovo sono spese superflue che possono essere tranquillamente evitate se stai vivendo una situazione di difficoltà finanziaria.

Le strategie per risparmiare esistono ma, prima di metterle in pratica, è necessario quindi acquisire una buona dose di consapevolezza per poter affrontare con successo il percorso che ti riporterà in bonis.

Quali sono le strategie più efficaci? Scoprilo nei prossimi articoli!

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