Famiglia

Diminuisce la spesa per la sanità nelle famiglie italiane

Un dato preoccupante quello che emerge dal Rapporto 2014 “Welfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali” elaborato da Censis e Unipol. Cala infatti del 5,7% la spesa sanitaria privata delle famiglie italiane, con un valore pro-capite in riduzione da 491 a 458 euro all’anno. Le rilevazioni si riferiscono al 2013, anno che ha segnato un’inversione di tendenza rispetto a quanto accaduto nel passato.

Infatti dal 2007, a fronte di una stagnazione della spesa sanitaria pubblica causata dalla stretta sui conti pubblici, la spesa sanitaria privata era aumentata, fino al 2012, del 9,2%. Il 2013 segna quindi un netto cambiamento. La richiesta però di assistenza e di cura è in continuo aumento, supportata dall’allungamento dell’aspettativa di vita, dall’invecchiamento della popolazione italiano e dal progressivo aumento di persone con disabilità. Il settore pubblico purtroppo non è in grado di sostenere questa crescente domanda e perciò, secondo il Rapporto, il 73% ha fatto ricorso almeno una volta negli ultimi due anni a visite specialistiche o esami diagnostici a pagamento, a causa soprattutto dei lunghissimi tempi di attesa del settore pubblico. Purtroppo però il 31% delle famiglie ha dovuto rinunciare a esami e visite specialistiche nello stesso periodo di tempo. Molto grave il dato relativo alle famiglie in difficoltà a sostenere spese mediche economicamente impegnative: ad oggi, il 72% delle famiglie intervistate.

Il Rapporto Censis indica come possibile via d’uscita l’integrazione tra strumenti pubblici e privati. Un esempio è l’utilizzo di spesa sanitaria intermediata, ovvero gestita attraverso assicurazioni integrative o strumenti simili. In Italia la quota di famiglie a farne uso è solo del 13,4%, rispetto a quote più alte di Germania (43%), Francia (65,8%) e U.S.A. (76,1%).

Una situazione molto complessa quella evidenziata dal Censis, che evidenzia un momento di forte crisi per le famiglie italiane, costrette per la prima volta a dover tagliare le proprie spese anche per un bene primario come la salute.

Foto CC di Phalinn Ooi da Flickr

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