Famiglia

Famiglie: ricchezza e consumi in aumento ma si torna indietro di 25 anni

Segnali incoraggianti arrivano da Bankitalia, più precisamente dal suo ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria. In particolare si evidenzia come la ricchezza totale netta sia cresciuta dell’1,1% nel primo semestre 2014, dopo ben due anni di flessione. Resta inoltre stabile il debito delle famiglie italiane in rapporto al reddito disponibile, con un valore del 63% e un tasso medio del 4%.

L’analisi di Bankitalia però considera solo i valori relativi al primo semestre 2014, che mostrano tendenzialmente un miglioramento rispetto ai due anni precedenti. Di tutt’altro tenore sono i risultati evidenziati da Tecnè sul mutamento degli standard di consumo delle famiglie italiane dal 2005 al 2013.

In generale, il rapporto Tecnè mostra come i valori rilevati nel 2013 siano nettamente inferiori al a quelli del 2005, in periodo pre-crisi. Nel dettaglio, fatta 100 la spesa mensile delle famiglie nel 2005, troviamo un valore pari a 84 nel 2013, con un progressivo calo dal 2009 (95) e 2011 (92).

Segmentando i dati in funzione dell’ampiezza del nucleo familiare troviamo invece una situazione sostanzialmente invariata per le persone che vivono da sole con un valore costante dal 2005 fino al 2011, calato di 2 punti percentuali solo nel 2013. Calo ben più drastico per i nuclei familiari composti da 3 e 5 persone: fatto cento il valore del 2005, nel 2013 la spesa cala a 83 per i nuclei da 3 persone e a 80 per quelle da 5 persone.

Tecnè analizza poi come sia cambiata la spesa mensile in funzione dell’ampiezza del nucleo familiare.

Per i single, cala del 24% la spesa per l’abbigliamento e del 17% per la comunicazione, mentre aumenta del 12% la spesa per muoversi e spostarsi. Anche per i nuclei di 3 persone il calo più evidente riguarda l’abbigliamento (-38%), con un calo generalizzato anche nelle altre categorie compreso tra il -11% (abitazione) e il -25% (cura di sé). Situazione simile per le famiglie di 5 elementi:

  • Alimentazione -19%
  • Abbigliamento – 44%
  • Cura di sé -15%
  • Abitazione -11%
  • Mobilità -23%
  • Comunicazione -30%
  • Istruzione -21%
  • Salute -19%
  • Assicurazioni -22%
  • Divertimento -37%
  • Altre -22%

Nel 2013 inoltre salgono a 1,6 milioni le famiglie quasi povere (il 6,4% della popolazione), con un’entrata mensile di meno di 1.167 euro al mese. Sotto la soglia di povertà (meno di 973 euro al mese) si trovavano nel 2013 3,2 milioni di famiglie, dato che potrebbe essersi aggravato nel 2014.

Dividendo per ampiezza del nucleo familiare, l’aumento più consistente di famiglie povere in percentuale riguarda quelle da 5 persone (9% nel 2005, 22% nel 2013), mentre rimangono stabili al 5% quelle formate da un solo componente. Aumentano dal 3% all’8% le famiglie di tre persone.

Nello studio condotto, sono stati indagati anche i principali indicatori di grave deprivazione valutati dalle famiglie italiane. Oltre il 51% lamenta il fatto di non potersi permettere una settimana di ferie l’anno e il 40% di non riuscire a sostenere spese impreviste di 800 euro.

I dati presentati da Bankitalia sembrano andare in controtendenza rispetto a quanto successo nel 2013, ma risulteranno fondamentali i dati relativi ai consumi del 2014, unica molla per la ripresa e uscita definitiva dalla crisi.

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