Famiglia

Il rapporto annuale Istat 2014

Non se la passano bene le famiglie italiane, fotografate dal Rapporto annuale 2014 Istat che evidenzia ancora uno stato di pesante crisi.

Sono 6,3 milioni le persone disoccupate o inattive, 3,1 milioni i primi e 3,2 milioni i secondi, situazione comunque ben peggiore al sud, che mostra tassi di occupazione medi del 53,7% nel 2013. A risentirne maggiormente sono i giovani: dal 2008 al 2013 le persone occupate di età compresa tra 15 e 34 anni sono calate di 1 milione 803 mila persone occupate in meno, arrivando a un tasso di occupazione solo del 40,2% contro il 50,4% del 2008. Penalizzate, negli under 34, sono soprattutto le donne, con un tasso di occupazione solo del 34,7% (45,5% quello degli uomini), e gli abitanti del sud con un tasso pari solo al 27,6%.

Diminuisce invece, secondo il rapporto Istat, la povertà assoluta, il cui indice si abbassa nel 2013 arrivando al 12,5%, primo timido segnale di ripresa. Resta comunque alto il rischio di persistenza in povertà (la condizione di povertà nell’anno corrente e in almeno due degli anni precedenti) che al sud raggiunge il 33,5% delle famiglie monogenitori con figli minori.

Aumenta invece la propensione al risparmio degli italiani (il risparmio lordo sul reddito disponibile), arrivata al 9,8% rispetto all‘8,4% del 2012. Secondo Bankitalia cala però il reddito, con un -1,1% nel 2013, ma ancora peggio calano i consumi, con una variazione del -2,6%, conseguenza anche dell’aumento della propensione al risparmio. La serie di dati comunque potrebbe evidenziare l’avvio della ripresa o comunque di un miglioramento generale della situazione. Nel 2012 infatti il calo del reddito reale era pari a -4,6%. Aumenta il reddito lordo (+0,3%) gravato però da tasse e imposte. Scendono soprattutto i redditi da lavoro autonomo (-1,3%) e da dipendente (-0,5%).

Si fa ancora fatica a intravedere segnali veramente positivi, alcuni indicatori comunque potrebbero diventare positivi nei prossimi mesi, una svolta necessaria per le famiglie italiane ormai al limite delle loro possibilità economiche e finanziarie.

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