Lavoro

Quali sono i settori lavorativi in crescita

Gli ultimi dati Istat hanno evidenziato livelli preoccupanti di disoccupazione giovanile: il 35,9% della forza lavoro compresa tra 15 e 24 anni e 10,3% della popolazione complessiva della stessa fascia d’età non hanno un impiego. Accanto a dati sostanzialmente negativi, emergono però segnali di speranzada alcuni settori in crescita, per lo più legati all’innovazione, ma non solo.

settori basati sulle nuove tecnologie restano senza dubbio i più interessanti in quanto a possibilità di impiego giovanile. Lebiotecnologie segnano una crescita del +6,3% con particolare attenzione allo sviluppo di business legati ai nuovi farmaci biotech e alla lavorazione delle biomasse finalizzate alla produzione di carburanti. La tecnologia trascina anche il comparto degli accessori per la persona, soprattutto nei settori del fitness, della salute e della realtà aumentata.

Un altro mondo importante è quello dei servizi mobile e degli smartphone, che continuano a crescere grazie all’incremento dell’applicazioni e della pubblicità. Soprattutto in questo secondo frangente, le possibilità di sviluppo sono molteplici: basti pensare che solo il 27% delle Piccole e Medie Imprese utilizza strumenti di mobile advertising, con una crescita del 55% nel 2012.

Grosse opportunità si presentano ancora nel mondo dell’e-commerce, con una crescita che si attesta al 12% nel 2012, rinforzata anche dall’ingresso di numerose piccole aziende nel commercio digitale.
Più tradizionale, ma sempre interessante, è il settore del lusso, con una crescita tra il 6 e l’8% trainata soprattutto dai paesi in via di sviluppo, al primo posto la Cina, seguita da Russia e Brasile.

Infine riprende forza anche l’agricoltura, negli ultimi anni sottovalutata e trascurata dai giovani, cresce nel 2012 del 3,8%. I giovani quindi ritornano in campagna, abbandonando il mito della multinazionale. Anche l’agricoltura, però, si è trasformata e così, accanto alle classiche attività rurali, trovano spazio agriturismo multi-funzione, imprese agricole dedicate al biologico, strutture didattiche, fino innovative linee di bio-abbigliamento.

Concludendo, risulta evidente come i classici settori industriali non rappresentino al momento un opportunità concreta per i giovani, restando comunque importanti per l’economia italiana. Per accedere ai settori in crescita è però fondamentale la padronanza di competenze sia specifiche sia trasversali acquisibili tramite una formazione di qualità ma anche grazie a esperienze lavorative durante il periodo scolastico-universitario.

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