Debiti

Gli NPL in Italia

Lo scorso 29 novembre abbiamo partecipato al 3° Convegno Nazionale di Giurimetria, Banca e Finanza, organizzato da Centro Studi Alma Iura e tenutosi alla Palazzo della Gran Guardia di Verona.

Silvia Lodi, Responsabile NPL Consulting & Litigation di Banca IFIS, è intervenuta in veste di speaker con uno intervento dal titolo “Il recupero giudiziale degli NPL Unsecured”.

Riportiamo un estrapolato di quanto detto, che offre una panoramica sul mondo degli NPL in Italia.

I Non Performing Loans sono crediti che non riescono più a ripagare il capitale e gli interessi dovuti ai creditori, per i quali la riscossione è incerta, sia in termini di rispetto della scadenza che per ammontare dell’esposizione.

Nel linguaggio bancario gli NPL sono chiamati anche crediti deteriorati e si distinguono in varie categorie fra le quali le più importanti sono le sofferenze.

Categorie di NPL

In Italia la definizione di NPL viene fornita da Banca d’Italia, nella Circolare n. 272 del 30 luglio 2008, riguardante la normativa di vigilanza bancaria e finanziaria, in base alla quale essi vengono classificati e segnalati in Centrale Rischi come: “sofferenze“, “inadempienze probabili“, “esposizioni scadute e/o sconfinanti“.

La Centrale dei Rischi di Banca d’Italia è stata creata per sorvegliare il rischio a livello sistemico mediante un archivio nel quale confluiscono le posizioni debitorie di ogni soggetto nei confronti di tutti gli intermediari permettendo per ogni debitore il calcolo della posizione globale di rischio e consentendo ai singoli intermediari di controllare la solvibilità dei clienti.

  1. Le sofferenzesono esposizioni verso soggetti in stato di insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili.  Di conseguenza, un credito va segnalato a sofferenza quando il relativo soggetto presenta uno stato persistente di instabilità patrimoniale e finanziaria, tale da poter intralciare il recupero del credito da parte dell’intermediario.
  2. Le inadempienze probabili sono esposizioni (diverse da quelle classificate tra le sofferenze) per le quali la banca valuta improbabile, senza il ricorso ad azioni quali l’escussione delle garanzie, che il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni contrattuali.
  3. Le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate sono esposizioni (diverse da quelle classificate tra le sofferenze o le inadempienze probabili) che sono scadute o eccedono i limiti di affidamento da oltre 90 giorni e oltre una predefinita soglia di rilevanza.

Perché gli Istituti cedono gli NPL?

Sino a qualche anno fa gli assetti organizzativi delle banche nel comparto creditizio erano definiti prevalentemente in funzione dell’erogazione dei prestiti e del monitoraggio della relazione creditizia. L’attenzione dedicata alla fase di recupero del credito era invece assai inferiore e l’importanza, la peculiarità e la complessità del processo del recupero credito è stato per molto tempo sottovalutato.

A questa fase, evidentemente ritenuta a scarso valore aggiunto e con connotazioni puramente amministrative, sono stati spesso assegnati risorse e personale insufficienti.

Il processo, tipicamente caratterizzato dal basso livello di informatizzazione, assenza di basi dati ben organizzate, modalità di lavorazione prevalentemente cartacee, ha registrato difficoltà nel gestire un elevato flusso di partite anomale.

Si è verificato quindi un allungamento dei tempi di lavorazione, con impatti negativi anche sulla capacità di recupero, che è strettamente connessa con la tempestività delle azioni avviate dall’intermediario. Più tempo ci si mette a recuperare un credito meno questo varrà.

La gestione dei crediti deteriorati non è semplice, perché coinvolge molte aree di operatività (dal legale, al commerciale, ai controlli), richiede molteplici conoscenze specialistiche (giuridiche, economiche, statistiche), competenze organizzative ed un forte supporto tecnologico.

Se mancano tali competenze il recupero è difficile.

Gli intermediari in condizioni di difficoltà possono infatti non essere in grado di gestire efficacemente il recupero dei crediti né trovarsi nelle condizioni di attendere il tempo necessario a rendere efficace una gestione ottimale dei crediti deteriorati.

In queste condizioni la cessione può divenire l’unica opzione disponibile per poter ripulire i propri bilanci dai crediti deteriorati.

Gli NPL in Italia

Per il comparto bancario italiano il totale dei non performing loans ha raggiunto livelli imponenti. Secondo le più recenti stime del Fondo Monetario Internazionale gli istituti bancari italiani hanno in pancia circa 350 miliardi di crediti deteriorati, un terzo circa del totale del sistema europeo.

Non tutti sono prestiti destinati a non rientrare, dato che buona parte sono classificabili come debiti scaduti o incagli. Se si guarda solo alle situazioni più difficili, classificate come sofferenze, e si sottraggono dall’ammontare le somme già svalutate nei bilanci (in sostanza si è preso atto che difficilmente verranno restituiti), il totale a gennaio 2017 è stato di circa 78 miliardi di euro.

La professionalità nella gestione è essenziale, ci sono varie tipologie di credito e ognuna richiede un approccio specifico, ovvero professionalità.

Il processo di recupero dei crediti NPL di Banca IFIS prevede un primo tentativo di esazione mediante call center, rete agenti interna e società di recupero esterne, che, a seguito della notifica al debitore di avvenuta cessione del credito alla Banca, lo contattano per sondare eventuali disponibilità transattive. Ciò perché lo scopo principale di Banca IFIS è fare in modo che il debitore rientri sì del proprio debito, ma secondo modalità e tempistiche compatibili con le proprie esigenze di vita e, quindi, in modo per lui sostenibile.

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