Prestiti

Il pignoramento del conto corrente: cos’è e come funziona

Con situazioni debitorie pendenti e non estinte nei termini e modi di legge, o nelle modalità concordate dalle parti in autonomia contrattuale, il creditore può richiedere ed ottenere dall’Autorità giudiziaria un’ordinanza che gli assegni eventuali crediti del debitore verso soggetti terzi. Si parla, in questo caso, di pignoramento presso terzi.

Principali implicazioni

  • Il creditore può procedere al pignoramento presso terzi a propria discrezione, quindi a prescindere dal fatto che il debitore sia soggetto ad espropriazione immobiliare o mobiliare sui beni di sua proprietà.  Le espropriazioni, pertanto,  non rappresentano affatto un presupposto necessario per procedere successivamente al pignoramento presso terzi.
  • Il pignoramento presso terzi può avvenire anche per il conto corrente. In questo caso i fondi presenti nel conto del debitore vengo espropriati fino ad esaurimento del credito per cui si procede.
  • Anche lo stipendio o pensione del debitore possono essere pignorati, in quanto crediti che il debitore vanta verso un terzo  che, in questo caso, è il datore di lavoro, oppure l’ente previdenziale. Fermo restando il diritto del creditore a vedersi assegnata dal giudice la somma corrispondente al proprio credito, tuttavia,  va ricordato che stipendio e pensione sono pignorabili nei limiti del 1/5 calcolato al netto delle ritenute di legge e/o precedenti cessioni volontarie.

Per evitare di incorrere in questo tipo di ordinanza è sempre bene valutare con attenzione le proprie richieste di prestiti o finanziamenti, e le relative implicazioni nel breve come nel medio e lungo periodo.

Pignoramento: Decreto 2014

In tema di pignoramento, il 6 novembre 2014 è stato convertito in legge il Dl 132/2014. Il Decreto porta con sè alcune novità e modifiche rispetto a quanto accadeva in precedenza.

Per quanto riguarda il pignoramento del conto corrente, ad esempio, è stata previsa la possibilità, da parte dell’ufficiale giudiziario, di fare ricercare i conti correnti del debitore.

Con la nuova legge non è necessatio che il terzo si presenti davanti al giudice per fornire la lista dei crediti o beni in suo possesso, è sufficiente che invii una raccomandata A/R, o posta elettronica certificata, entro dieci giorni. E’ prevista la possibilità di farla avere anche tramite il proprio avvocato.

Anche in materia di competenza territoriale sono state introdotte delle modifiche, attribuendo al tribunale di residenza del debitore la competenza dell’esecuzione forzata. Non varia invece nel caso in cui l’esecuzione riguardi la Pubblica Amministrazione: la competenza è del giudice di residenza del terzo debitore.

Con il nuovo sistema si cerca di concentrare, nel limite del possibile, tutte le esecuzioni in un unico tribunale, evitando pignoramenti in diversi tribunali nell’eventualità che il debitore abbia conti in banche con sedi in diverse città.

Nell’ambito del pignoramento presso terzi, ci sono alcune differenze nel caso si tratti di pignoramento esattoriale, cioè connesso con il mancato pagamento di una cartella esattoriale:

  • quanto dovuto deve essere consegnato all’agente per la riscossione entro sessanta giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento;
  • è pignorabile fino al 10% dello stipendio, indennità o trattamenti di fine rapporto non superiori a 2.500 euro, fino a 1/7 per quelli tra 2.500 e 5.000 euro e fino a 1/5 per quelli superiori a 5.000 euro. Non si può pignorare l’ultimo stipendio accreditato in conto corrente.

 

Novità normative 2015

Il decreto legge 83/2015 ha introdotto alcune novità in tema di pignoramento presso terzi. In particolare, sono stati modificati i limiti della quota base del pignoramento dello stipendio, pensione ed altre somme assimilabili (TFR, salari, assegni, etc.) che non potrà riguardare il 100% dell’importo.

Inoltre, sono state introdotte differenze in relazione al momento dell’accredito delle somme sul conto corrente:

  • se si verifica prima del pignoramento, le somme possono essere pignorate per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale;
  • se avviene è dopo, aumenta della metà l’assegno sociale mensile per i crediti alimentari (nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o dal giudice delegato), per i crediti dello Stato, Province o Comuni (nel limite di un quinto), per il pignoramento in concorso di più cause creditorie, alimenti, tributi, altre cause (fino alla metà della base pignorabile), per ogni altro credito (nel limite di un quinto).

Infine, nel caso in cui gli accrediti abbiano una causale diversa da quelle previste sopra, potranno essere pignorati senza limiti.

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