Debiti

Il pignoramento dello stipendio: vincoli e limiti

Nei precedenti articoli, abbiamo già introdotto il tema del pignoramento presso terzi e in particolare il pignoramento della pensione. Andiamo ora ad approfondire il pignoramento dello stipendio.

Le condizioni che determinano la pignorabilità dello stipendio, secondo l’art. 545 codice di procedure civile, sono le seguenti:

– Le somme dovute dai privati a titolo di stipendio, di salario o di altra indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate per crediti alimentari nella misura autorizzata dal tribunale o da un giudice da esso delegato.
– Tali somme possono essere pignorate nella misura di un quinto per i tributi dovuti allo Stato, alle province e ai comuni, ed in eguale misura per ogni altro credito.

Il creditore può pertanto procedere con il pignoramento dello stipendio del debitore, in quanto si tratta di un credito che il debitore vanta verso un terzo  (datore di lavoro pubblico o privato). Il creditore che procede con questo tipo di pignoramento ha diritto di vedersi assegnata dal  giudice la somma corrispondente al proprio credito, tuttavia lo stipendio sarà pignorabile nei limiti del 1/5 calcolato al netto delle ritenute di legge e/o precedenti cessioni volontarie.

Per i dipendenti pubblici, l’art.68 d.p.r. n. 180/50 distingue tra cessione volontaria successiva e cessione volontaria anteriore al pignoramento (a questo link ulteriori informazioni sulla cessione del quinto). In quest’ultimo può essere pignorata la somma corrispondente alla differenza tra la metà dello stipendio e la quota ceduta. Pertanto qualora vi sia una cessione volontaria anteriore al pignoramento lo stipendio sarà pignorabile nei limiti dei tre decimi (la metà dell’intero stipendio meno il 1/5 già occupato dalla cessione volontaria).

Inoltre, sempre nell’ambito dei dipendenti pubblici, trattamento di favore è riservato ai dipendenti dello Stato, infatti l’art. 33 D.P.R. 3/1957 prevede che la cessione, il sequestro e il pignoramento della retribuzione non possano superare nel complesso 1/5 del compenso.

Dopo una serie di interventi della Corte Costituzionale, la stessa disciplina applicata ai crediti di lavoro dei dipendenti pubblici è applicabile anche ai crediti dei prestatori d’opera privati.

Foto CC di Anais Photography da Flickr

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