Intervista

Intervista a Piera D’Ambrosio – Monitoraggio Piani CrediFamiglia

“Una delle cose che cerco sempre in ogni ambiente lavorativo è sentirmi a mio agio: in CrediFamiglia mi trovo molto bene ed è tutto grazie ai miei colleghi.”

Per scoprirne di più abbiamo intervistato Piera D’Ambrosio del team Monitoraggio Piani di IFIS NPL.

Parlaci del tuo percorso professionale prima di arrivare in CrediFamiglia.

Il mio percorso professionale prima di arrivare in Banca IFIS è stato caratterizzato da una importante esperienza, sia a livello personale che professionale, in un’altra società di recupero crediti. Dopo due anni e mezzo in cui mi sono divisa tra l’attività di recupero crediti, assistenza ai clienti e monitoraggio dei kpi aziendali sono arrivata in Banca IFIS. Questa nuova avventura mi ha dato nuova linfa e grazie alla volontà di mettermi sempre in gioco che mi contraddistingue sono riuscita a vivere il cambiamento in maniera totalmente naturale. Poi, come per scherzo, ho ritrovato colleghi con cui prima lavoravo insieme, quindi sia per me che per loro è stato facile entrare a far parte di questo nuovo e dinamico mondo.

Di cosa ti occupi e come sono scandite le tue giornate lavorative?

Come nella precedente esperienza, anche in Banca IFIS svolgo l’attività che riguarda il monitoraggio della regolarità dei pagamenti dei clienti con l’obiettivo di fare in modo che gli accordi presi non decadano. Purtroppo sono all’ordine del giorno i casi in cui contattiamo clienti che vivono una difficoltà momentanea quindi cerchiamo sempre di trovare una soluzione per evitare conseguenze di altro tipo.

Quali sono state le prime difficoltà che hai incontrato e come le hai superate?

Le difficoltà che ho incontrato sono state perlopiù personali infatti, il più grande ostacolo è stato adeguare i miei schemi mentali alla quotidianità lavorativa: il recupero crediti è un lavoro che mi affascina ma che non avrei mai preventivato per la mia vita. Ovviamente non mi sono persa d’animo e ho affrontato le difficoltà mettendomi alla prova: solo con la pratica quotidiana è possibile trasformare una difficoltà in un automatismo.

Quali sono state le note positive che hai trovato in CrediFamiglia?

Una delle cose che cerco sempre in ogni ambiente lavorativo è sentirmi a mio agio: in CrediFamiglia lavoro bene ed è tutto grazie ai miei colleghi che mi hanno supportata in un momento di transizione, dandomi la possibilità di rimettermi in gioco. Anche se anagraficamente più piccoli sin da subito mi hanno aiutata ad integrarmi e posso dire tranquillamente di essere parte di una grandissima squadra!

Che tipologia di rapporto usi per interfacciarti con i clienti?

Mi rendo conto che ho un carattere molto forte quindi ho dovuto rimodulare alcuni miei aspetti caratteristici come il tono della voce e l’approccio con cui comunico agli altri.

Ho carattere estroverso che mi fa andare d’accordo con tutti ma capita che se mi relaziono con persone timide c’è il rischio che la mia personalità non venga del tutto compresa. Per questo motivo ho dovuto cambiare il modo in cui comunico in funzione della tipologia di cliente con cui mi interfaccio. Ora come ora mi viene facile capire le difficoltà altrui dato che, per fare questo lavoro, è necessario essere disponibili all’ascolto per intercettare la necessità della persona con cui si sta parlando.

E con i colleghi?

Ci ho messo del tempo per trovare la mia dimensione con i colleghi dato che siamo in tanti e con turni diversi ma ora che sono i Banca IFIS da quasi 2 anni ho stretto un buon legame con tutti.

Quali sono le domande più ricorrenti che i clienti ti fanno?

Le domande che mi vengono rivolte più spesso sono legate alla preoccupazione di quali siano le conseguenze di un mancato pagamento e che tipo di disponibilità c’è da parte nostra. Sulla base della situazione del cliente e della domanda che ci viene posta dobbiamo capire immediatamente quali sono le strade che possiamo percorrere per dare la più ampia gamma possibile di soluzioni al cliente.

Ci racconti un caso che ti è rimasto particolarmente a cuore riguardante il tuo lavoro?

Credo che per fare bene tutti i lavori, ma in particolare questo, bisogna avere una grande dose di umanità. Non dobbiamo essere meri esecutore del recupero crediti perché prima del cliente c’è una persona che va ascoltata. Per questo motivo la disponibilità all’ascolto è il primo requisito che dobbiamo rispettare per instaurare sin da subito un rapporto di fiducia con chi sta dall’altra parte del telefono. Il problema emerge nel momento in cui il cliente prende il proprio consulente come uno psicologo. Situazioni come queste rischiano di farci perdere la nostra professionalità quindi, e lo dico soprattutto per chi si approccia a questo lavoro per la prima volta, da un lato bisogna mantenere l’umanità poiché abbiamo a che fare quotidianamente con persone che stanno vivendo un momento di difficoltà ma dall’altro, dobbiamo far comprendere al cliente siamo consulenti che lavorano per risolvere una situazione di difficoltà finanziaria.

Conosciamoci meglio, nel tempo libero quali sono i tuoi hobby?

Ho avuto una formazione classica che mi ha fatto apprezzare l’arte in tutte le sue forme: amo leggere e andare al cinema, mi sono appassionata alla musica, in particolare al Jazz, tanto che nel corso degli anni ho iniziato a collezionare dischi in vinile.

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