Intervista

Intervista ad Elena Gigli, Responsabile Monitoraggio OdA

Ordinanza di Assegnazione

L’ufficio del Monitoraggio Oda (Ordinanza di Assegnazione somme) si inserisce all’interno dell’unità organizzativa di primo livello denominata Portafoglio Management che è l’unità posta a presidio del portafoglio pagante della Banca (sia esso pagante in forza di piani di rientro stipulati dai clienti oppure pagante in forza di Ordinanze di assegnazioni somme ottenute dalla Banca).

Tecnicamente l’ordinanza di assegnazione somme (ODA) è il prodotto a cui la Banca giunge al termine di un lungo processo giudiziario di recupero del credito che, in Banca IFIS, si è svolge all’interno dell’Area chiamata Legal Factory. Al fine di trasmettere trasparenza alle famiglie e persone con le quali ogni giorno CrediFamiglia si rapporta, abbiamo intervistato Elena Gigli, Responsabile Monitoraggio OdA Banca IFIS.

  1. Che strumenti giudiziali utilizza la Banca al fine di recuperare i crediti?

Durante l’iter di lavorazione di una pratica all’interno della Legal Factory, viene richiesto ai clienti di pagare il credito acquistato da Banca IFIS attraverso gli strumenti giudiziali e, per l’esattezza:

  • viene notificato un decreto ingiuntivo che contiene espressa indicazione del credito che un cliente deve sanare, nel rispetto degli importi che ci sono stati comunicati e ceduti dalle cedenti per capitale ed interessi di mora e che risultano dagli estratti conto che le cedenti ci hanno fornito.
  • A seguito della notifica di un ricorso per decreto ingiuntivo il cliente può sempre contattare i colleghi della Legal Factory e proporre una soluzione transattiva per definire la sua posizione. Se la transazione venisse sottoposta e la Banca accettasse, il processo giudiziario di recupero nei confronti del debitore si arresterebbe.
  • Se il cliente, al contrario, non propone transazioni, la Banca procede alla notifica di un nuovo atto giudiziario che è il precetto. Nel precetto sono riportati gli stessi importi indicati in decreto ingiuntivo, maggiorati di interessi di mora successivi al decreto e di ulteriori spese legali.
  • Anche a seguito della notifica di un atto di precetto il cliente può sempre contattare i colleghi della Legal Factory e proporre una soluzione transattiva per definire la sua posizione, anche in questo caso se la transazione venisse sottoposta e la Banca accettasse il processo giudiziario di recupero nei confronti del debitore si arresterebbe.
  • Se il cliente, al contrario, continua a non proporre soluzioni transattive, la Banca procede alla notifica di un nuovo atto giudiziario che è il pignoramento. Nel pignoramento sono riportati gli stessi importi indicati in precetto, ma viene indicato al debitore che la Banca ha diritto a pignorargli somme pari ad un importo dato dal credito indicato in atto di precetto aumentato della metà. L’atto di pignoramento è un atto che viene notificato sia al debitore che al terzo datore di lavoro del debitore. Da questo momento in poi quindi il datore di lavoro del nostro cliente viene portato a conoscenza che il suo dipendente è sottoposto ad una procedura giudiziale di recupero del credito. Ciò accade perché a partire dalla ricezione della notifica del pignoramento il datore di lavoro dovrà iniziare a trattenere ogni mese sullo stipendio/pensione del nostro debitore il 5° che ci dovrà poi concretamente versare nel momento in cui l’oda sarà emessa. Quindi il debitore inizia a subire la trattenuta del 5° dello stipendio/pensione sulla sua busta paga/cedolino pensione fin dalla notifica dell’atto di pignoramento.
  1. A seguito della notifica di un atto di pignoramento il cliente può proporre una soluzione transattiva per definire la sua posizione?

Sì certo, può contattare la Legal Factory per trovare un accordo. Anche in questo caso se la transazione venisse sottoposta e la Banca accettasse il processo giudiziario di recupero nei confronti del debitore si arresterebbe.

Se nulla interviene ad arrestare il procedimento sopra descritto l’iter giudiziario si conclude invece con l’emissione, da parte del Giudice dell’esecuzione, di un’ordinanza di assegnazione somme (ODA) con la quale il Giudice riconosce e assegna il credito vantato dalla Banca e dispone che il datore di lavoro di paghi tale importo mediante la trattenuta di 1/5 sullo stipendio-pensione del nostro cliente. Nell’oda il Giudice può riconoscere alla Banca gli interessi di mora maturati sino all’emissione dell’oda e le spese e può legittimare la Banca a richiedere anche i futuri interessi maturandi.

  1. Cosa accade dopo l’emissione di un oda?

Dopo l’emissione dell’oda è come se vi fosse un nuovo soggetto che è tenuto a pagare il credito vantato dalla Banca che è il datore di lavoro del debitore. Il datore di lavoro non paga con denari propri ma ha l’obbligo giuridico di trattenere e versare alla Banca il 5° di ogni futura mensilità di stipendio e/o pensione che andrà a pagare al debitore. Quindi la presenza del datore di lavoro come nuovo soggetto obbligato a pagare non libera il debitore che rimane, a tutti gli effetti, l’obbligato principale.

Dal momento dell’emissione dell’oda inizia l’attività del Monitoraggio Oda, un ufficio che giunge al termine di un iter di recupero giudiziale ed è preposto a garantire la piena osservanza di quanto è stato disposto dal Giudice in oda.

  1. Cos’è il Monitoraggio oda?

Il Monitoraggio oda è un ufficio che si rivolge non più ai debitori esecutati bensì direttamente ai loro datori di lavoro, facendo in modo che quest’ultimi inizino regolarmente ad effettuare i versamenti del 5° di stipendi e/o pensioni e che mantengano, nel tempo, la regolarità dei pagamenti mensili in favore della Banca.

Nel momento quindi in cui le posizioni giungono al Monitoraggio oda, gli addetti di tale ufficio prendono immediato contatto con i datori di lavoro dei debitori esecutati fornendogli tutte le informazioni utili per garantire la regolarità dei pagamenti futuri. Si cerca quindi di instaurare un dialogo continuativo e costante con i datori di lavoro ed i loro referenti, nel rispetto della normativa della privacy del dipendente.

  1. A che richieste risponde l’Ufficio Monitoraggio oda?

L’ufficio Monitoraggio oda risponde alle varie richieste dei datori di lavoro: fornisce conteggi dei residui dovuti e ogni altro tipo di documentazione che il datore di lavoro o il cliente necessita di ricevere.

  1. Cosa succede se il rapporto tra il cliente e il datore di lavoro si interrompe?

Nel momento in cui il rapporto di lavoro venisse meno per qualunque causa (ad es: morte del debitore, licenziamento o dimissioni di quest’ultimo, procedura concorsuale a cui va soggetto il datore di lavoro ecc), il datore di lavoro non sarà più tenuto ad effettuare alcuna trattenuta del 5° dello stipendio/pensione in favore della Banca ed il nostro debitore tornerà il solo obbligato al pagamento del residuo credito che la Banca ancora potrà esigere (al netto dei pagamenti che la Banca avrà già incassato per effetto dell’oda).

Rispetto al residuo credito vantato dalla Banca quest’ultima resta libera di decidere se provare a trovare una definizione transattiva col debitore oppure procedere ad un nuovo iter giudiziario di recupero (che quindi potrebbe portare all’emissione di una nuova ordinanza) se il debitore troverà un nuovo lavoro da cui percepirà un nuovo stipendio aggredibile.

 

Arrivare alla fase giudiziale non è conveniente né per il cliente, né per la Banca. Proprio per questo lo scopo principale di CrediFamiglia è quello di fornire una consulenza personalizzata, etica e trasparente alle persone che hanno difficoltà ad onorare i propri debiti con Banca IFIS. A tal fine mette a loro disposizione una rete formata da agenti, conosciuti come consulenti del credito, un call center e alcune società di recupero, disponibili ad individuare la soluzione più sostenibile per rispettare i propri impegni, rientrando nel circolo virtuoso dell’accesso al credito.

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