Prestiti

Prestiti d’onore per sostenere la formazione dei giovani

Nell’anno accademico in corso  si è registrato il più basso numero di immatricolazioni negli atenei italiani da 25 anni: 267.076 nuovi iscritti (nel 1988/1989 gli immatricolati erano stati 276.249), in calo di 30.000 unità soltanto negli ultimi 3 anni. (dati Cineca – il consorzio interunivesitario che gestisce l’anagrafe degli studenti universitari italiani).

Complice la crisi economica, le famiglie hanno sempre meno risorse da destinare all’istruzione dei figli, i quali tendono ad anticipare l’ingresso nel mondo del lavoro a discapito della loro formazione accademica. D’altra parte, un recente rapporto di Federconsumatori sugli atenei italiani evidenzia come uno studente fuori sede spenda, mediamente, tra i 7.000 e i 9.000 euro l’anno per l’università, che scendono tra i 1.600 e i 1.300 per chi continua a vivere con i propri genitori. L’impatto sul bilancio familiare, quindi, non è di poco conto.

Per sostenere il diritto allo studio esistono, tuttavia, delle forme di finanziamento agevolato erogate dalle banche in convenzione con le università: i cosiddetti prestiti d’onore per studio. Tali contributi possono essere richiesti da studenti universitari di età compresa tra i 18 ed i 35 anni residenti in Italia e permettono di avere a disposizione una somma che in genere si attesta tra i 5 ed i 6 mila euro annui, vincolata a soli requisiti di:

  • merito (voto di maturità e media accademica);
  • effettiva scarsità di mezzi di sostentamento;
  • scopo (pagamento di un corso di laurea o un master).

La restituzione è prevista al termine degli studi secondo tempi ed importi variabili a seconda del reddito percepito.

I prestiti d’onore per studenti, assai utilizzati negli Stati Uniti, sono invece ancora poco diffusi in Italia anche a causa di un ritardo legislativo in materia. Possono però essere un’opportunità da non sottovalutare, pur tenendo in considerazione quanto già ricordato in un precedente post sulla formazione giovanile: tutti gli investimenti, inclusi quelli per l’istruzione, devono basarsi su una valutazione realistica e puntuale del loro potenziale ritorno e, in caso di indebitamento, della capacità della persona di ripagarli.

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