Debiti

L’accordo a saldo e stralcio per pagare meno debiti

L’accordo a saldo e stralcio è la possibilità offerta dal sistema giuridico di estinguere il proprio debito nei confronti di una banca o di una società finanziaria pagando un importo inferiore a quello dovuto.

Debitore e creditore valutano insieme la reciproca convenienza a non prolungare una situazione negativa per entrambi:

  • per il debitore che stretto fra mille difficoltà economiche non ha la possibilità di pagare la somma dovuta e che per effetto degli interessi continua ad aumentare;
  • per il creditore che rischia di dover affrontare, se non siano già in corso, eventuali controversie giudiziali che non sempre gli garantiscono di entrare in possesso della somma dovuta.

Come funziona?

L’accordo, che da un punto di vista giuridico è una transazione, può essere proposto dal debitore sia prima dell’inizio di un percorso giudiziale che durante una controversia prima dell’emissione della sentenza.

Non esiste una percentuale minima stabilita, ma è prassi che il creditore non accetti proposte inferiori al 40 per cento della somma dovuta.

Il debitore dovrà inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno alla banca o alla finanziaria con oggetto: Proposta di accordo a saldo stralcio per il prestito, il mutuo … numero… intestato a…” Seguirà la descrizione della proposta: “Con la presente vi propongo di saldare la mia posizione debitoria corrispondente a… con il pagamento della somma di euro … comprensiva di capitale, interessi e spese entro e non oltre il giorno …” oppure “della somma y divisa in x versamenti da effettuarsi nelle seguenti date e per i seguenti importi…”

Naturalmente il debitore deve essere certo di poter onorare la somma promessa, mentre la banca attraverso il suo ufficio legale provvederà a formalizzare l’accettazione dell’accordo a saldo e stralcio che deve comprendere la rinuncia o estinzione di eventuali procedure giudiziali di recupero del credito, come decreto ingiuntivo o pignoramento, oltre alla cancellazione di eventuali segnalazioni effettuate presso le banche dati CRIF o CERVED, e gli archivi informatici che segnalano le situazioni di sofferenza.

Una sentenza importante

Chi ha contratto il prestito insieme ad altre persone, deve sapere che si avvantaggia dell’accordo a saldo e stralcio concluso da uno dei condebitori. È quanto ha stabilito recentemente la Corte di Cassazione con sentenza 22231/14, confermando un suo precedente orientamento.

Un esempio concreto

Facciamo un esempio concreto: Paolo, Roberto e Adriano hanno contratto un mutuo per l’acquisto di una casa ma non sono più in grado di pagarlo. L’importo dovuto è pari 100.000 euro.

Invece di ricorrere a un procedimento esecutivo, che risulterebbe estremamente oneroso e impegnativo, la banca decide di accettare la transazione: l’accordo a saldo e stralcio proposto da Paolo che offre 20.000 euro. Alla domanda se a questo punto, come sarebbe intuitivo, Roberto e Adriano rimangano debitori per la quota di 80.000 euro, la Corte ha risposto di no. Roberto e Adriano rimangono debitori per la somma di 6666, 66 euro, cioè per una cifra ridotta della quota ideale che avrebbe dovuto corrispondere Paolo: 33.333 euro.

Il principio si applica naturalmente anche nel caso in cui la transazione riguardi più soggetti. Se Paolo e Roberto transano per 45.000 euro, Adriano non sarà obbligato a pagare come responsabile in solido del debito 55.000 euro ma 33.333 euro, cioè la cifra risultante dalla sottrazione delle quote ideali che avrebbero dovuto versare Paolo e Roberto.

Nel caso in cui Paolo, invece, paghi una somma corrispondente alla quota ideale, in questo caso 33,333 euro, o superiore, i condebitori rimarranno obbligati per il rimanente. Si tratta di una novità molto importante perché tutela i condebitori estranei alla transazione da un aggravamento della posizione debitoria che realizzerebbe una vistosa disparità di trattamento fra i soggetti di una medesima obbligazione.

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