Lavoro

Il rapporto Istat “Noi Italia” sull’occupazione | Lavoro

Non serviva di certo un nuovo rapporto Istat per evidenziare la difficile situazione del mercato del lavoro e dell’occupazione in Italia. “Noi Italia”, rapporto annuale con riferimento al 2012 pubblicato da pochi giorni, fotografa numerosi aspetti dello stato di salute dell’Italia, dando però una visione complessiva e globale dei fenomeni sociali in atto, con riferimento anche all’Unione Europea.

Infatti la Strategia Europa 2020, ad esempio, indica come obiettivo per la fascia d’età 20-64, un tasso di occupazione al 75%, obiettivo lontano dal valore di 61,0% registrato nel 2012 in Italia. Il tasso è in calo rispetto all’anno precedente, con una disparità notevole tra uomini e donne: 71,6% per i primi e 50,5% per le seconde. Notevole la forbice tra nord e sud, con tassi di occupazione oltre il 70% nel nord-est mentre, nelle quattro regioni più in difficoltà (Campania, Sicilia, Calabria e Puglia), il tasso non va oltre il 50%.

Indagando le varie forme del rapporto di lavoro, l’Istat evidenzia una crescita del lavoro a termine o, in altri termini, a tempo determinato, in ascesa del 3,1%, dato che porta al 13,8% l’incidenza di questa forma contrattuale sul totale dell’occupazione. Il dato comunque è in linea con la media europea, pari al 13,7% (13,3% per gli uomini e 14,2% delle donne). Nel nostro Paese questa tipologia di contratto è maggiormente diffusa, in termini relativi, al sud con il primato di Calabria, Puglia e Sicilia, ma la crescita è più rilevante al nord.

Altro importante dato è quello relativo al lavoro part-time, che incide per il 17,1% sul totale dei lavoratori nel 2012 (nello specifico il 31,1% per le donne e il 7,2% per gli uomini). Il trend è senza dubbio in crescita, soprattutto a causa della mancanza di alternative: vale per il 57,4%, in aumento dal 53,3% del 2011. Rispetto all’UE, la percentuale italiana si assesta più in basso di quasi il 3%, (20,0% con un incidenza maggiore sulle donne). Contrariamente alle precedenti statistiche, la distribuzione territoriale è più omogenea, con il tasso più basso registrato in Molise (13,6%) e il più alto nella provincia di Bolzano (22,4%).

Il rapporto continua con i dati relativi ai tassi di inattività, disoccupazione e lavoro sommerso che verranno analizzati la prossima settimana nella seconda parte del post dedicato al rapporto “Noi Italia” sul lavoro e sull’occupazione.

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