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Multe prese all’estero: cosa succede a chi non paga

multe prese all'estero

Dal 2016 l’eseguibilità delle multe prese all’estero, nel nostro paese non trova alcun ostacolo. Non pagare tali contravvenzioni comporta infatti sanzioni certe anche fuori dai confini nazionali.

La Direttiva 2015/413 ha reso operativo il Cross Border anche in Italia. Si tratta di un sistema di interscambio dei dati di immatricolazione dei veicoli circolanti nei Paesi dell’Unione Europea. Il provvedimento prevede uno scambio di informazioni sulle violazioni in materia di sicurezza stradale tra le Autorità italiane e quelle degli altri Stati membri.

Esistono dei Punti di Contatto Nazionali dislocati nei vari Paesi esterni, nei quali avviene lo scambio di dati dei veicoli. Tale informazioni vengono date sono a causa di illeciti connessi alla circolazione stradale, quali:

  • eccesso di velocità;
  • mancato utilizzo della cintura di sicurezza;
  • passaggio con il semaforo rosso;
  • guida in stato di ebbrezza;
  • guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti;
  • circolazione su una corsia vietata;
  • uso del cellulare durante la guida;
  • mancato uso del casco.

Un cittadino italiano che non paga le multe prese all’estero rischia il pignoramento dei beni.

La multa può essere notificata anche mediante posta ordinaria: i verbali di violazione della Polizia estera possono infatti essere recapitati osservando le modalità di notifica del Paese in cui si è verificata la trasgressione. Anche per ciò che riguarda i termini si applicano i tempi di notifica stabiliti dal luogo in cui è stato emanato l’atto.

Come pagare una multa presa all’estero

Le multe prese all’estero possono essere pagate tramite bonifico o carta di credito, oppure utilizzando lo smartphone (con l’App Amendes.gouv) grazie alla scansione del QR Code presente sul verbale di contravvenzione.

Cosa succede se si prende una multa all’esterno, fuori dall’Unione Europea

Se si commette un’infrazione in uno Stato in cui l’Italia non ha stretto accordi per lo scambio di informazioni, si rischia di non poter più rientrare in quello Stato, pena l’applicazione di un periodo di detenzione.

Se si ritiene che la violazione sia ingiusta, è possibile contestare la multa. Il ricorso può essere inviato sia online che tramite raccomandata, all’Autorità competente dello Stato in cui è stata commessa la violazione.

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