Prestiti

Mutui: voglia di casa

Interessanti novità sul fronte dei mutui: nei primi otto mesi del 2015 le erogazioni sono aumentate dell’86,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ma il dato che rivela, forse più di altri, una costruttiva fiducia nel futuro, è quello diffuso in questi giorni dall’ABI, l’Associazione bancaria italiana: da febbraio a ottobre le giovani coppie hanno ottenuto complessivamente 221 milioni di euro dal Fondo di garanzia per la prima casa.

Secondo gli osservatori, questo significa che, pur in presenza di una situazione economica complessa, è aumentata la fiducia nel futuro e nel miglioramento delle prospettive lavorative.

Chi può aderire al Fondo di garanzia?

Possono accedere al fondo le persone che alla data di presentazione del mutuo “non risultino proprietarie di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli di cui abbiano acquistato la proprietà per successione e che siano in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli. Il modulo di domanda consente la richiesta di accesso per un massimo di due beneficiari; in caso di altri richiedenti potranno essere compilati ulteriori moduli di domanda, da inoltrare allegando i relativi documenti di identità”.

Al Fondo aderiscono 142 banche, il cui elenco è on line all’indirizzo www.consap.it, che rappresentano più del 70% degli sportelli bancari presenti in Italia.

Politiche di credito: come hanno inciso?

Considerando, invece, il dato generale sull’aumento dell’86,1% delle erogazioni di mutui nei primi otto mesi dell’anno, ci sono alcune analisi che possono aiutare a comprendere come questo fenomeno sia stato favorito anche da una diversa politica creditizia.

Da un lato alcune banche hanno cercato di ridurre i loro margini lordi sulle operazioni, e dall’altro hanno creato condizioni più favorevoli alla surroga, cioè al meccanismo che permette di trasferire il debito da un istituto all’altro e che rappresenterebbe secondo l’ABI circa un terzo del totale del mercato.

Per quanto concerne gli spread, molte banche hanno attuato dei criteri estremamente selettivi, che vanno sotto il nome di pricing differenziato. In altre parole si calcolano spread diversi collegati all’indice di rischio del prestito: gli interessi dei mutui non superiori al 50% del valore dell’immobile sono più bassi rispetto a quelli che coprono valori del 70, 80, 90%.

Il quadro dell’incontro fra la domanda e l’offerta sembra quindi essere del tutto positivo, ma un’analisi completa non può trascurare che l’economia italiana deve fare ancora un po’ di strada. In un’economia equilibrata, sostengono gli studiosi, l’inflazione dovrebbe attestarsi intorno al 2%.  Il Paese si trova, invece, in una fase di deflazione, con un -0,1 dei prezzi a settembre su base annua, che rivela le difficoltà della popolazione con redditi medio bassi.

Andamento propensione al consumo

Una conferma della minore propensione a consumare arriva dalla contrazione dell’importo richiesto per i prestiti personali. Infatti, sebbene si registri un aumento delle richieste, secondo uno studio nazionale, le cifre medie sono calate del 7% in sei mesi e del 21% in un anno e si attestano a circa 10.000 euro, rispetto ai 13.000 di ottobre 2014.

Fra aprile e settembre sono state presentate circa 40.000 domande che hanno permesso anche di tracciare un identikit del debitore.

Identikit del debitore

La sua età media è di 42 anni, per il 72% si tratta di uomini con uno stipendio mensile che si aggira intorno ai 1.500 euro. Relativamente alle modalità di restituzione, la richiesta più frequente è quella di rendere la somma nell’arco di 64 mesi.

Ma a che cosa servono i 10.000 euro in prestito? La risposta più frequente, 28% degli intervistati, è stata: “Ho bisogno di liquidità”; una necessità diffusa che comprende la vacanza, ma anche le spese scolastiche o la necessità di far fronte a debiti con il fisco.

Per il 20,4% del campione, in crescita rispetto al 18,2% del semestre scorso, la priorità è comprare una macchina usata.

Seguono coloro i quali devono ristrutturare un immobile, 14,6%, consolidare dei debiti, 12,7%, comprare mobili, 7,35%, acquistare una nuova automobile, 4,4%.

L’indagine molto particolareggiata evidenzia inoltre delle differenze regionali: in Sicilia e Calabria le somme richieste sono calate del 28%, e in Sardegna del 25%. Quelle più alte, con una media di 11.900 euro, sono state invece erogate in Abruzzo.

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