Debiti

Novità per i debitori dal Decreto Banche

Il Decreto Legge 3 maggio 2016 n. 59, convertito in legge il 30 giugno 2016 n. 119 e conosciuto come Decreto Banche, ha inteso snellire le procedure esecutive e concorsuali a favore di banche e liquidatori. Sebbene il Decreto riguardi in massima parte le aziende e le procedure che si innescano a seguito di debiti contratti verso tersi o di un loro fallimento, vi sono delle interessanti novità che interessano i privati, in primis il netto cambio di rotta delle procedure di espropriazione forzata.

Sino ad oggi, le vendite per espropriazione di un immobile pignorato seguivano la logica del ribasso: l’immobile di proprietà del venditore era sottoposto ad aste successive che si concludevano solo nel momento in cui l’immobile veniva venduto. Ad ogni asta successiva alla prima, l’immobile subiva un deprezzamento, necessario ad invogliare gli acquirenti all’acquisto. È successo sovente che l’immobile deprezzato è stato svenduto ad un costo talmente irrisorio che il debitore, con il suo ricavato, non è riuscito a coprire le spese del debito.

Il nuovo Decreto Banche, entrato in vigore l’1 luglio 2016, per le procedure di espropriazione forzata prevede un massimo di 3 aste, che se concluse senza un’acquirente, fanno decadere il pignoramento. In questo caso l’immobile torna nella disponibilità del debitore proprietario.

Questo nuovo iter intende dal un lato velocizzare le procedure di vendita forzata, spingendole a concludersi entro i 6 mesi dall’esecutività del pignoramento, ma anche evitare che gli immobili possano essere ceduti a terzi per un prezzo eccessivamente basso.

Il Decreto Banche e l’atto di pignoramento

Le disposizioni che riguardano il pignoramento di un immobile sono previste all’articolo 4 del Decreto Banche, che vanno a modificare diversi articoli che si occupano delle procedure inerenti il pignoramento di immobili del Codice Civile.

Nel dettaglio l’articolo 492 del Codice Civile è modificato da una specifica che sottolinea come l’atto di pignoramento deve contenere l’avvertimento che, a norma dell’art. 615 al secondo comma, è inammissibile che il debitore si opponga all’atto se presenta la sua opposizione in un periodo successivo alla disposizione della vendita o alla sua assegnazione da parte del giudice preposto, nel rispetto degli articoli 530, 552 e 569; il debitore può opporsi dimostrando di non averlo potuto fare per cause indipendenti dalla sua persona.

La vendita immobiliare all’asta: 3 tentativi possibili

Alla possibilità di opporsi all’atto di pignoramento segue la modifica più significativa per i privati delDecreto Banche, che va a modificare in toto l’articolo 530 del Codice Penale. In essa si sostiene che è il giudice a dover fissare il numero dei tentativi di vendita all’asta, i quali non devono superare il totale di tre esperimenti. Inoltre spetta al giudice incaricato stabilire i criteri del ribasso, che vanno a deprezzare l’immobile di 1/4 del valore stabilito nell’asta precedente.
In ultimo spetta al giudice valutare le modalità di spartizione della somma ricavata dalla vendita.

All’asta può comunque prendere parte anche il creditore, come dispone l’articolo 590-bis, che è andato a completare il precedente art. 590. Se il creditore intende partecipare alla vendita può farlo non nella sua persona ma in rappresentanza di un terzo: in questo caso deve informare la cancelleria entro cinque giorni dall’udienza di assegnazione, depositando le generalità del terzo e la sua volontà di acquisire l’immobile. In caso contrario l’immobile sarà trasferito al creditore.

Il termine dei tre tentativi di asta non deve comunque superare i sei mesi complessivi, ed alla loro scadenza l’incaricato alla vendita deve restituire tutti gli atti in cancelleria: a questo punto il giudice se sono presenti ulteriori istanze a norma dell’articolo 540 bis ha facoltà di disporre la chiusura del procedimento esecutivo, anche anticipata, ed anche se non sussistono i presupposti previsti dall’articolo 164-bis, riguardanti gli iter di attuazione del Codice Civile.

Il Decreto Legge 59/2016: l’asta e la sua conclusone

Una volta stabilita la data della vendita chi è interessato a presentare un’offerta d’acquisto ha il diritto di esaminare l’immobile entro quindici giorni dal momento in cui ne fa richiesta. La richiesta per prendere visione del bene pignorato può essere effettuata esclusivamente attraverso il portale ufficiale delle vendite pubbliche e non deve essere resa nota a nessuno: l’unica persona ad esserne informata sarà il custode.
In ogni caso, tutti gli interessati a prendere visione dell’immobile non devono avere tra loro contatti, pertanto l’esame dei beni sarà effettuato con le modalità idonee a garantire la totale riservatezza.

Nel caso in cui la vendita sia portata a termine l’esproprio sarà reso esecutivo dal custode, anche in un periodo successivo alla pronuncia del decreto di trasferimento, sempre che l’aggiudicatario o l’acquirente non lo esentino dal farlo. In questo caso il custode può avvalersi della forza pubblica o di ausiliari per rendere esecutivo l’atto.

Nel caso in cui le chiamate d’asta non vadano a buon fine, allora il giudice, secondo le modalità previste dalla nuova legge, dovrà far ritornare il bene all’asta al debitore: una possibilità in più, quindi, per chi teme di vedersi sottrarre la casa di proprietà, ma anche per bloccare le speculazioni sul mercato degli immobili all’asta che in questi anni hanno fatto la fortuna di molti.

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