Famiglia

Pensioni: la flessibilità in uscita e le altre novità in arrivo

Il cantiere delle riforme è sempre aperto, anche in materia di previdenza: sono tante le novità che attendono i lavoratori vicini all’età della pensione già a partire dal prossimo anno, secondo quanto emerge dalla rassegna stampa dedicata alla programmazione economica e finanziaria del Governo, impegnato nella predisposizione delle prime linee guida della prossima legge di bilancio.

Dopo un lungo periodo di attesa e incertezze sulle vie d’uscita dal lavoro per determinate categorie, dai dipendenti pubblici e privati agli autonomi, si torna ad intervenire sul tema della flessibilità delle pensioni, al preciso scopo di semplificare la vita a migliaia di cittadini alle prese con l’agognata fine della carriera.

Rispetto al regime stabilito dalla legge Fornero, ci sarà, nell’immediato, un netto cambio di prospettiva, con agevolazioni mirate a favore dei lavoratori over 60 e particolari incentivi a beneficio di tutti coloro che svolgono attività usuranti ai quali sono concesse finestre d’uscita speciali.

In linea generale, se adesso in base alla disciplina del 2011 si può smettere di lavorare a 66 anni, dal 2017 molto probabilmente l’età richiesta ai fini del riconoscimento del diritto al trattamento previdenziale a carico dell’INPS sarà di 63 anni, tre in meno quindi rispetto al passato.

Interessanti anche le prospettive aperte dall’introduzione del prestito pensionistico, strumento “pronto uso” che verrà messo a disposizione dei lavoratori interessati a godere del trattamento con una piccola decurtazione dell’assegno nell’ordine del 3-4%, a seconda delle annualità di anticipo e in proporzione al reddito effettivamente percepito. Il sistema delle quote, basato sulla sommatoria di età e numero di anni di servizio coperti da contributi, resta appannaggio dei lavoratori soggetti ad attività qualificate come usuranti, categoria comunque destinata ad estendersi pur rimanendo fermo il vincolo agli aggiornamenti dei dati sull’aspettativa di vita. 

Già adesso esistono concrete opportunità di uscita anticipata dal servizio per i lavoratori in possesso dei requisiti anagrafici necessari alla pensione di vecchiaia. Nel caso delle donne dipendenti pubblici, significa pensioni a 65 anni e 7 mesi di età, mentre per tutti gli altri è richiesto un anno in più a prescindere dalla categoria di appartenenza. Col raggiungimento del 42esimo anno di contributi versati, invece, senza soglie di sbarramento a livello anagrafico, si può fare domanda per il riconoscimento della pensione anticipata, in virtù della riforma previdenziale emanata su input del ministro Fornero nel 2011.

Da non sottovalutare, sia dal punto di vista dei datori di lavoro che dei dipendenti, l’opzione part time riservata a chi abbia almeno 20 anni di contributo versati all’INPS e dimostri il possesso dei requisiti per la pensione di vecchiaia entro il 2018: in cambio dell’orario ridotto del 40-60% ci sarà un riconoscimento economico del monte complessivo di ore non lavorate a carico dell’azienda, oltre all’assegno pensionistico di base.

A conti fatti, l’impatto dell’intervento di incentivo all’uscita anticipata sarà ridotto per il bilancio statale e ampiamente giustificato dal circolo virtuoso introdotto nel mondo del lavoro dove elementi di turnover a favore dei giovani sono sempre i benvenuti.

Dal mercato immobiliare a tanti altri settori dell’economia colpiti in modo più o meno sensibile dalla recessione degli ultimi anni, le ripercussioni di simili riforme non potranno che essere positive, alla luce della preziosa boccata d’ossigeno garantita a decine di migliaia di contribuenti dal nuovo sistema improntato alla flessibilità. In ogni caso, per una fetta non irrilevante di lavoratori, da oggi sarà possibile programmare con maggiore serenità il proprio futuro e in attesa che l’ennesima riforma metta ordine alla materia previdenziale partendo da elementi di equità l’inversione di tendenza prenderà forma con i primi prestiti erogati da banche e istituti di credito per consentire l’accesso alle pensioni anticipate.

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