Debiti

Pignoramento all’estero: 8 domande frequenti

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Nell’ultimo periodo l’attenzione di molti utenti del nostro blog si è posta su un articolo che spiega cos’è e come funziona il pignoramento all’estero.

Abbiamo raccolto le domande più frequenti per dare risposta ai maggiori quesiti sul pignoramento all’estero.

  1. Un debitore che si è trasferito all’estero può essere perseguito anche fuori dall’Italia? Sì, il creditore è libero di agire per l’intero ammontare del debito nei confronti del debitore, anche se quest’ultimo si è trasferito all’estero. Basterà chiedere l’esecutorietà del titolo giuridico italiano presso il paese ove è domiciliato il debitore ed instaurare una qualsiasi forma di procedura esecutiva.
  2. Il decreto ingiuntivo europeo si applica anche nelle materie fiscali? No, non si applica nelle materie fiscali, doganali ed amministrative. In questa categoria vi rientrano i debiti relativi ai tributi (Imposte sui redditi, addizionali IRPEF, etc.), debiti derivanti dal mancato pagamento dei diritti e tributi gravanti sulle merci (in particolare IVA e dazi). Altresì si applica a quei debiti di natura amministrativa, che possono derivare anche dall’applicazione di sanzioni amministrative.
  3. Pignoramento all’estero: la nazionalità di un debitore è di impedimento all’istaurazione di un procedimento esecutivo in Italia o in un altro Paese della Comunità Europea? No, indipendentemente dalla nazionalità di un debitore, al mancato pagamento delle rate di un mutuo o di un finanziamento, un creditore ha la facoltà di procedere con un’esecuzione forzata sotto forma di pignoramento (pignoramento mobiliare, presso terzi o immobiliare). Qualora all’esito positivo del pignoramento, le somme ricavate non dovessero essere sufficienti, il creditore sarà libero di procedere con il pignoramento all’estero.
  4. Un creditore ha un debito personale con un debitore che si è trasferito all’estero; come può fare per riavere il suo denaro? In questo caso il creditore deve rivolgersi ad uno studio legale che tratta il recupero del credito internazionale. Non si tratta di un’azione giudiziaria né semplice né economica. Inoltre, se il debitore non fosse in possesso di beni o redditi aggredibili, sarebbe impossibile recuperare il proprio credito.
  5. Un debitore con un conto corrente scoperto all’estero, ora residente in Italia, può essere perseguito? L’istituto bancario presso il quale il debitore ha il conto corrente con saldo negativo, può decidere di esperire un’azione esecutiva nei suoi confronti anche se attualmente il debitore risiede nuovamente in Italia. Ad ogni modo la banca avrà la facoltà di agire entro il termine prescrittivo di 10 anni dall’ultima comunicazione inviata ed effettivamente ricevuta dal debitore.
  6. Come avvengono le notifiche a soggetti italiani (persone fisiche e giuridiche residenti all’estero)? In caso di notifica a destinatari che abbiano la sola cittadinanza italiana è ammessa la procedura per via consolare ai sensi degli articoli 37 e 77 del D. Lvo n. 71 del 3 febbraio 2011 e non occorre la traduzione della stessa.
  7. A chi dev’essere richiesto il decreto ingiuntivo? Il provvedimento viene richiesto al giudice dello stato membro di domicilio o residenza del debitore. In Italia gli organi competenti sono il Giudice di Pace, il Tribunale e la Corte d’Appello.
  8. Come funziona l’ingiunzione di pagamento europea? Per richiedere l’opposizione è necessario che passino trenta giorni dalla ricezione dell’ingiunzione di pagamento. Se in tale periodo non è pervenuta richiesta d’opposizione o non è avvenuto il pagamento del debito, si procede con la procedura di pignoramento secondo le norme di esecuzione dello Stato membro nel quale vive il debitore.

Se non hai trovato la riposta che cercavi lascia un commento. La redazione di CrediFamiglia ti risponderà in pochi giorni.

Pignoramento all’estero, cos’è e come funziona

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