Debiti

Pignoramento all’estero: cos’è e come funziona

La crisi economica spinge giovani e meno giovani a trasferirsi all’estero, spesso nei paesi dell’Unione Europea, altre volte più lontano. Ma che cosa succede se lasciano dei debiti in Italia contratti con banche, enti pubblici o privati?

Il punto di partenza

Il principio generale è stabilito dall’articolo 2740 del codice civile: “il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri”. In caso di inadempienza il creditore può rivalersi direttamente sui beni mobili e immobili del debitore, a patto che ne possegga e non risulti nullatenente, avviando la procedura esecutiva che culmina nel pignoramento dei beni mobili e immobili, nella loro espropriazione da parte dell’ufficiale giudiziario anche presso terzi, cioè presso persone che detengono momentaneamente i beni di proprietà del debitore.

Debitori residenti all’estero

Ma che cosa succede se il debitore residente in Italia ha spostato nel frattempo la sua residenza all’estero?

Se si scoprono dei beni del debitore in Italia questi saranno sottoposti a pignoramento se si riesce a notificare l’ingiunzione presso la residenza del debitore. Tale notifica può essere richiesta con diverse modalità nei paesi dell’Unione Europea.

Se invece il debitore ha dei beni all’estero dove ha trasferito la residenza, si può procedere alla notifica dell’ingiunzione all’estero e all’avvio della procedura esecutiva oltre i confini italici.

 

Un caso concreto

Matteo non ha saldato il compenso professionale al suo dentista, pari a 12.000 euro. Lo specialista dopo diversi tentativi bonari di recuperare il credito si è rivolto a un legale e ha ottenuto dal giudice il decreto ingiuntivo per la somma contestata. L’atto è stato notificato erroneamente presso l’abitazione della madre dove Matteo viveva fino a un anno fa quando decise di trasferirsi a Monaco, in Germania. Ottenuta la residenza nella città tedesca Matteo si iscrisse all’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, e attraverso il Consolato ottenne dal comune italiano la cancellazione della residenza presso la madre.

Il dentista a questo punto ha avviato la procedura di pignoramento presso terzi per il sequestro di una Vespa 50 di proprietà di Matteo, che si trovava nel garage della casa della madre del valore di 1.200 e ha richiesto al giudice tedesco l’emissione di un decreto ingiuntivo europeo per la somma rimanente di 10.800 euro.

 

Il decreto ingiuntivo europeo

Con Regolamento (CE) n. 1896/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, è stato istituito un procedimento europeo di ingiunzione di pagamento che si applica in materia civile e commerciale per i crediti liquidi (determinati nel loro ammontare) ed esigibili (non sottoposti a condizione o a termine iniziale) nelle controversie transfrontaliere, cioè in quelle controversie dove le due parti abbiano il proprio domicilio o risiedano abitualmente in stati membri diversi della Comunità, esclusa la Danimarca.

La procedura non si applica in questi casi:

  • nelle materie fiscali, doganali, amministrative
  • per i regimi matrimoniali
  • per i fallimenti, concordati e altre procedure analoghe
  • per la previdenza sociale
  • per i crediti derivanti da obbligazioni non contrattuali, tranne ove abbiano formato oggetto di un accordo fra le parti o vi sia stato riconoscimento del debito
  • per i crediti che riguardano debiti liquidi risultanti dalla comproprietà di un bene.

 

A chi viene richiesto?

In generale il provvedimento viene richiesto al giudice dello stato membro di domicilio o residenza del debitore: in questo caso il giudice di Monaco competente in tali materie secondo il diritto nazionale tedesco.

In Italia gli organi competenti sono il Giudice di Pace, il Tribunale, e la Corte d’Appello.

La procedura d’esecuzione

L’ingiunzione di pagamento europea, trascorsi i trenta giorni previsti per l’opposizione e senza che sia intervenuto il pagamento della somma dovuta, dà luogo alla procedura di pignoramento secondo le norme di esecuzione dello Stato membro nel quale vive il debitore.

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