Prestiti

Prestiti: riprendono i consumi degli italiani?

Sono stati diffusi nel mese di novembre i dati relativi all’erogazione di prestiti personali, per l’acquisto di prodotti all’interno di 66.000 punti vendita convenzionati con un grande istituto bancario italiano.

Quali beni vengono acquistati con i prestiti?

La ricerca ha evidenziato una propensione maggiore verso beni come la macchina e i computer, e una tendenza generale ad avvalersi di prestiti: gran parte degli intervistati ha dichiarato che, in mancanza della possibilità di ottenere un finanziamento, avrebbe rinviato o rinunciato all’acquisto.

Nel 2014 il totale erogato attraverso i crediti convenzionati da parte di questa banca è stato di 13 milioni di euro, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente. Positivo anche l’andamento 2015, che nel primo semestre registra una crescita del 10,7%.

In particolare crescono:

  • del 78% i prestiti per veicoli, motocicli e nautica
  • del 41% quelli per l’elettronica: telefonini, computer, tv.

Previsione consumi 2016

E le previsioni per il 2016 sono di bel tempo. Il gruppo campione di consumatori ha espresso fiducia sull’andamento delle vendite nei prossimi 12 mesi:

nel settore auto, per il 46,8% degli intervistati le vendite aumenteranno e per 39,4% resteranno stabili

  • nell’elettronica in aumento per  il 47,2% e stabili per il 41,6%
  • nell’arredamento in aumento per il 42,5% e stabili per il 45%
  • negli altri settori in aumento per il 41,8% e stabili per il 43,4%.

Solo una piccola parte, equivalente a circa il 10% del gruppo campione, ha una visione pessimistica.

Se il prestito non fosse stato concesso?

Molto interessanti anche le risposte relative alla domanda: “Che decisione avreste preso se non ci fosse stata la possibilità di rateizzare l’acquisto?”: il 60,8% avrebbe rinunciato all’acquisto dell’auto, il 58% a quello del computer o del telefonino, il 42% all’acquisto della nuova cucina o del salotto;  e anche in altri settori ben il 52% avrebbe eliminato la spesa dal suo budget familiare.

Sull’automobile va aggiunto che, sebbene siano sempre più apprezzate e prese in considerazione soluzioni ecosostenibili, come il car sharing, l’utilizzo di mezzi pubblici, l’uso della biciletta e gli spostamenti a piedi, essa resta il principale mezzo di trasporto degli italiani. Nel nostro paese circolano 608 vetture ogni 1000 abitanti, per un parco macchine totale di circa 37 milioni. Così come si moltiplicano le persone che usano smarthphone, tablet e cellulari, che hanno registrato a livello globale un incremento del 4,2% nel 2014.

Un quadro incoraggiante che delinea una ripresa dei consumi e che è  confermato anche da altre fonti.

Dati Assofin

Nei primi nove mesi dell’anno, l’Assofin, l’Associazione italiana del credito al consumo e immobiliare,  ha fatto sapere che le erogazioni sono passate dal 13,6% al 38,5% e il numero delle operazioni è cresciuto del 15,2% con un importo medio di 311 euro. I prestiti per l’acquisto dell’automobile superano il 16%  e toccano quota 7,76 miliardi, mentre gli acquisti con carte arrivano a 10,6 miliardi. Per la fine dell’anno gli osservatori si aspettano che il trend si consolidi o addirittura migliori.

Rapporto Centro Einaudi

Anche il XX rapporto del Centro Einaudi, diffuso in questi giorni, propende per una visione costruttiva del futuro: “Si intravedono spinte positive, come l’apertura a nuovi mercati per il nostro export, il ritorno degli investimenti  e una ripresa “difficile” delle spese delle famiglie”.

Il rapporto individua tre nodi che andrebbero sciolti per favorire pienamente la ripresa: “Occorre recuperare la situazione di arretratezza in cui versa il Mezzogiorno, che durante la crisi ha perso il doppio (575.000 occupati) del Centro-Nord (235.000). Il secondo nodo è finanziario: il debito pubblico, che va sostenuto con la crescita, e per le sofferenze bancarie, ormai a 183miliardi, occorre una bad bank. Il terzo punto è lo scivolamento sociale, a causa del quale sempre un maggior numero di persone ritiene di non appartenere più alla classe media: solo invertendo le loro aspettative, la domanda potenziale potrebbe diventare reale. Se si riuscisse a far crescere la domanda interna del 2-2,5%, si potrebbero sostenere anche eventuali venti contrari del rallentamento globale, e si creerebbero ogni anno 150-200.000 posti di lavoro internazionalmente competitivi”.

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