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Il prestito d’onore: come funziona e chi può richiederlo?

Il prestito d’onore compare come tipologia specifica di prestito per la prima volta nel nostro ordinamento in una legge del 1996 varata per favorire la promozione dell’imprenditorialità giovanile nelle regioni del Mezzogiorno. È detto “d’onore” perché viene erogato sulla base di un impegno morale a portare a termine un determinato progetto e non sulla base di garanzie reali o personali.

Il prestito d’onore è stato poi esteso al Centro-Nord ed è attualmente regolamentato dal decreto legislativo 185/2000, il cui obiettivo primario è “favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti privi di occupazione, nonché di qualificare la professionalità dei soggetti beneficiari e promuovere la cultura d’impresa”. Chi può richiedere il prestito d’onore? Fra i requisiti necessari per beneficiare dell’agevolazione vi sono  la non occupazione e residenza nel territorio italiano da almeno 6 mesi prima della richiesta. Per quali finalità si può ottenere il prestito d’onore? Per il lavoro autonomo, la microimpresa e il franchising, ma strumenti finanziari dedicati esistono anche per gli studenti.

Il prestito d’onore per imprenditori e lavoratori autonomi

Per il lavoro autonomo, le iniziative finanziabili possono riguardare qualsiasi settore, la cui realizzazione avvenga in forma di ditta individuale, come la  produzione di beni; la fornitura di servizi; il commercio. Il contributo erogato per il lavoro autonomo è al massimo di 25.800 euro di cui a fondo perduto fino al 40% del contributo e il restante 60% da restituire con un mutuo agevolato.

Per la microimpresa, sono finanziabili le iniziative volte a creare  società che operino nei settori della produzione di beni e della fornitura di servizi. Sono invece  escluse le iniziative che si riferiscono ai settori della produzione di beni in agricoltura, del commercio nonché, come previsto anche per il prestito d’onore, ai settori esclusi o sospesi dal CIPE o da disposizioni comunitarie (trasporti, servizi socio-assistenziali e formazione). Il prestito può essere richiesto per la costituzione di una società semplice, in accomandita semplice e in nome collettivo, non per una società di capitali. Inoltre almeno il 50% dei soci deve essere residente nel territorio dove opererà la società ed avere almeno sei mesi di disoccupazione precedenti la domanda. Il prestito d’onore concesso è al massimo di 129.000 euro che saranno in parte a fondo perduto ed in parte restituibili con un mutuo agevolato.

Per il franchising, sono finanziabili le attività relative ai settori della produzione di beni e servizi mediante franchising, e della commercializzazione di beni e servizi mediante franchising. L’attività prevista nel progetto approvato dovrà essere svolta per almeno 5 anni dalla data del provvedimento di ammissione alle agevolazioni. Non c’è un limite massimo per l’investimento.

Chi approva i progetti che possono usufruire del prestito d’onore? Competente a decidere è Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa di proprietà del Ministero dell’Economia, che gestisce tutti gli incentivi nazionali che favoriscono la nascita di nuove imprese e le startup innovative.

Il prestito d’onore per gli studenti

Per quanto riguarda invece il prestito d’onore riservati agli studenti, la regolamentazione non è prevista dalla norma185/2000, e quindi i singoli istituti di credito hanno elaborato in convenzione con gli atenei delle proposte che presentano delle analogie con il prestito d’onore destinato ai giovani imprenditori. Si tratta, in genere, di finanziamenti o di strumenti che offrono la possibilità di dilazionare i pagamenti e di ottenere dei periodi di sospensione delle rate.

Una volta ricevuto il finanziamento, viene concessa una linea di credito in conto corrente per un periodo variabile a seconda del corso di studi, in genere da uno a tre anni. Terminati gli studi può essere accordata una sospensione di due anni durante i quali non maturano interessi; intervallo che dovrebbe dar modo allo studente di trovare un’occupazione e poter quindi provvedere con maggior facilità al rimborso della somma ricevuta.

La formula del prestito d’onore per motivi di studio è applicata anche ai master universitari e ad alcune scuole di specializzazione. In questi casi gli istituti di credito di solito procedono all’erogazione del prestito in diverse tranche, collegando il finanziamento alle certificazioni del buon esito dell’iter di studi da parte dell’ateneo convenzionato.

Alla scadenza lo studente può decidere se restituire l’importo oppure se utilizzare il “periodo ponte”, che può arrivare anche fino a 48 mesi; per consentire una certa elasticità di gestione e facilitare il non facile inserimento nel mondo lavorativo, è possibile variare più volte il piano di ammortamento.

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