Debiti

Come difendersi quando il recupero dei crediti diventa abuso

Acquistare a rate è diventata una pratica ormai diffusa tra le famiglie italiane, non più solo per quanto riguarda gli autoveicoli e i componenti d’arredo, ma anche per grandi elettrodomestici, telefoni cellulari di nuova generazione e, addirittura, pacchetti vacanza.

Secondo i dati ufficiali del’Unirec (Unione Nazionale Imprese a tutela del Credito), però, buona parte di questi crediti non viene restituita: le pratiche relative alle famiglie accumulate nella Centrale Rischi di Banca d’Italia ammontano, infatti, a oltre 24 miliardi di euro.

crediti al consumo che banche e società finanziarie non riescono più a recuperare, vengono solitamente ceduti a società specializzate, che inviano i propri agenti alla ricerca (non sempre facile) dei vari debitori per tentare di riscuotere gli importi dovuti attraverso l’individuazione di un piano di rientro.

Il buon senso vorrebbe che tali piani fossero concordati compatibilmente con le reali possibilità dell’individuo di riscattare il proprio debito. Talvolta, però, succede che queste figure non si dimostrino esattamente “professionali” e tentino di recuperare il denaro con pratiche poco ortodosse ed, in alcuni casi, illecite.

Per tutelarsi da eventuali abusi di operatori senza scrupoli, può essere utile osservare alcune semplici regole:

  1. i giustificativi (quietanze di pagamento, bollettini e copia dei bonifici) degli importi già pagati per 5 anni, per evitare che qualcuno li possa contestare nuovamente.
  2. Comunicare per iscritto, meglio se via raccomandata con ricevuta di ritorno (ma va bene anche la più economica email), per lasciare una traccia legale delle conversazioni.
  3. Pagare preferibilmente tramite bonifico, per assicurarsi che il denaro venga effettivamente incassato da chi ne ha diritto (contanti, assegni o cambiali non offrono la stessa garanzia).
  4. Assicurarsi che chi avanza pretese sul denaro dovuto sia autorizzato a farlo. In caso di dubbi è possibile richiedere: copia del contratto di cessione del credito, del pattuito allegato al contratto e dell’estratto conto cronologico dal quale è possibile evincere gli interessi che sono stati applicati nel tempo( per verificare, quindi, che nella formazione dell’importo richiesto siano stati applicati gli interessi in maniera corretta). Se la documentazione richiesta non viene fornita è il caso di sospendere il pagamento. In caso di visita domiciliare, inoltre, l’agente è tenuto ad esibire anche il mandato rilasciato dalla società di recupero per cui opera e l’autorizzazione della Questura ad esercitare l’attività.
  5. Se si riceve un’ingiunzione di pagamento per un debito che non abbiamo mai contratto, valutare l’eventualità di denunciare il mittente per truffa.
  6. Conservare le prove (come gli sms o le fotografie) di eventuali  intimazioni al pagamento di natura violenta, anche se solo verbale e denunciare l’abuso.

E’ indubbio che ognuno dovrebbe cercare di rispettare gli impegni presi in sede di acquisto, anche partendo da un’attenta valutazione a priori degli esborsi economici che è in grado di sostenere nel tempo. Ma è anche importante conoscere a quali richieste siamo tenuti a far fronte e saperci difendere dalle altre.

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