Famiglia

Rapporto immobiliare: il mercato residenziale cresce nel 2015

Dopo la crisi economica del 2007, che aveva visto il fatturato del settore residenziale scendere in maniera vertiginosa, a partire dal 2014 il mercato delle abitazioni sembra tornato finalmente su un sentiero di crescita.

Secondo i dati contenuti nel Rapporto immobiliare residenziale del 2016, anche per quest’anno si registra una crescita sensibile del mercato immobiliare nonostante il valore degli appartamenti resti ancora in calo. Il Rapporto immobiliare fornito dall’Agenzia delle Entrate e dell’Abi – Associazione Bancaria Italiana mostra che le transazioni registrate nel 2015 sono state in totale 449 mila, quindi +6,5% rispetto al 2014.

Anche se la situazione resta ancora molto lontana dal picco massimo raggiunto dal settore immobiliare nel 2007, che aveva visto la registrazione di 887 mila contratti, i dati sono comunque incoraggianti e mostrano come il settore si stia finalmente risollevando dalla crisi.

L’analisi dell’andamento delle compravendite nelle differenti regioni italiane mostra per il 2015 una ripresa abbastanza generalizzata, a capo della quale troviamo la Lombardia, regione che da sola rappresenta quasi un quinto dell’intero mercato immobiliare nazionale. A fare da traino per il settore sono state soprattutto le compravendite avvenute nei comuni capoluogo e nelle aree del nord. Prendendo in considerazione tutti i comparti immobiliari, le grandi città hanno registrato un aumento tendenziale del 5,6%, mentre i piccoli centri un aumento del +4,8%.

Regioni che mostrano un buon tasso di crescita nel 2015 rispetto al 2014 sono soprattutto il Veneto (+12,1%), la Toscana (+10,8%), il Friuli Venezia Giulia (+10,8%) e la Basilicata (+10,2%). Mostrano invece un tasso negativo solo la Valle d’Aosta e il Molise, che hanno registrato rispettivamente un -1% e un -5,4%.

Dati incoraggianti provengono anche dalle analisi effettuate dall’Istat per l’ultimo trimestre del 2015, che hanno registrato nel periodo compreso tra ottobre e dicembre un aumento considerevole delle convenzioni notarili per trasferimenti immobiliari, cresciute del 9,11% rispetto allo stesso periodo del 2014, raggiungendo un totale di 183.786.

Una spinta notevole al settore immobiliare è venuta sicuramente dal cosiddetto credit crunch, che ha favorito mutui e finanziamenti, cresciuti nel 2015 del 23% rispetto al 2014. Il totale delle convenzioni è stato pari a 342.467, con gli aumenti più rilevanti registrati al Sud, con un +29,9%, e nelle Isole con un +25,7%.

Grazie all’andamento positivo dell’indice di affordability, ovvero all’indice di “sostenibilità” che indica l’insieme dei fattori che influenzano la capacità delle famiglie italiane di acquistare una nuova casa per mezzo di un finanziamento, è aumentato infatti il ricorso ai mutui. Nel secondo semestre del 2015 l’indice di affordability ha stabilito un nuovo massimo storico e, secondo le proiezioni mensili, sembra che a marzo del 2016 l’indice abbia subito un ulteriormente miglioramento raggiungendo un valore pari all’11,9%.

Gli acquisti di abitazioni avvenute attraverso l’attivazione di un mutuo rappresentano circa il 45% di tutte le case acquistate da persone fisiche durante il 2015. Tale crescita è dovuta ad una forte riduzione del costo dei mutui e ad un netto miglioramento del prezzo relativo delle abitazioni rispetto al reddito disponibile per le famiglie. Da quanto registrato per il 2015, restano stabili sia il capitale medio erogato, corrispondente a 119mila euro, che la durata media del mutuo, pari a 22,5 anni, mentre continua il calo del tasso d’interesse, che vede uno 0,65 punti percentuali in meno. Come conseguenza di tali fattori, si è inoltre registrata una diminuzione della rata mensile, che è passata dai 631 euro del 2014 ai 592 euro del 2015.

Il rapporto immobiliare quest’anno contiene anche una parte espressamente dedicata alle locazioni, che mostra come nel 2015 le abitazioni oggetto di nuovo contratto di locazione abbiano apportato complessivamente 4,6 miliardi di euro di canone annuo. L’analisi sulla tipologia dei contratti di locazione mostra che il 60% del mercato ha interessato il segmento dei contratti ordinari di lungo periodo, il 20% i contratti a canone concordato, il 18% i contratti transitori e il 2% i contratti per studenti. Gli affitti di importo più elevato si sono registrati a Bologna, Roma, Milano e Firenze.

Dopo anni davvero difficili quindi, il mercato immobiliare italiano è finalmente interessato da evidenti segnali di ripresa, sia nelle compravendite che nelle locazioni, e i numeri sembrerebbero incoraggianti anche per il futuro.

Dopo anni di inarrestabile calo, il 2014 ha invertito la rotta registrando un +3,5% e il 2015 ha quasi raddoppiato l’incremento, raggiungendo un +6,5%. Un contributo alla crescita del mercato immobiliare è da rintracciarsi, oltre che nell’aumento del credito erogato dalle banche e nella diminuzione dei tassi di interesse, anche dalla specifica congiuntura economica del momento, che vede piccoli segnali di ripresa, che seppur ancor troppo deboli, sembra stiano dando nuova fiducia alle famiglie, che cominciano a reinvestire nel mattone.

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