Debiti

Recupero crediti in 10 punti

In tempi di crisi le aziende e anche i privati sono molto attenti a verificare lo stato dei loro crediti e valutano se vi siano i presupposti per tornare in possesso delle somme dovute, anche se si tratta di cifre di modesta entità. Proviamo a riassumere in dieci punti alcune importanti informazioni di base sul recupero crediti.

      1. La prima mossa per recuperare un credito è cercare una soluzione bonaria con il debitore, che può essere tentata verbalmente anche da una terza persona, per esempio un conoscente comune. Seguiranno delle comunicazioni scritte per posta o per mail. Trascorsi due o tre mesi dal primo tentativo, si dovrà stabilire se sia conveniente insistere.
      2. Prima di affidarsi ad un legale o a una società di recupero crediti, il creditore dovrà accertarsi se il debitore sia titolare di beni o percepisca redditi di varia natura, perché, nel caso in cui fosse un nullatenente, dovrà valutate il se il rapporto costi-benefici è tale per intraprendere un’azione legale. Il pignoramento può essere tentato per tutta la vita del soggetto obbligato e anche nei confronti dei suoi eredi in quanto si presume che un soggetto non debba restare nullatenente a vita.
      3. Una volta deciso di perseguire la restituzione del dovuto, il creditore dovrà rivolgersi a soggetti che professionalmente operano in questo settore: una società di recupero crediti o un avvocato specializzato in questo ramo del diritto civile.
      4. A proposito delle società di recupero crediti, va specificato che sul mercato operano anche società che non seguono procedure giuridicamente corrette e che tentano di intimorire il debitore con tecniche non propriamente etiche. Nessun soggetto incaricato del recupero di un credito può affermare che il mancato pagamento dei debiti è un reato e che si rischia il carcere; si tratta invece di un inadempimento di natura civilistica che non configura mai illecito penale. Non è lecito minacciare che, in caso di mancato pagamento sopraggiungerà l’esattore (figura inesistente) e neppure che il debitore sarà iscritto nella banca dati della Banca d’Italia, la Centrale rischi (conseguenza possibile solo se il debito è stato contratto con una banca).
      5. In generale, il professionista incaricato del recupero crediti procederà dapprima rivolgendosi direttamente al debitore con una raccomandata con ricevuta di ritorno, nella quale saranno indicate le ragioni del credito, con la specificazione del capitale, degli interessi e dei maggiori oneri. Nella parte finale della lettera sarà inserita quella che tecnicamente si chiama messa in mora: al debitore viene intimato di pagare la somma dovuta entro un termine determinato, solitamente 15 giorni, decorso il quale sarà verrà intrapresa l’azione legale.
      6. Se il creditore è in possesso di prove documentali, quali contratti, fatture, cambiali, che attestino il suo diritto, il credito si definisce: certo (provato da documenti), liquido (una somma definita), esigibile (non sottoposto a termine o condizione). Grazie a questa documentazione il creditore potrà notificare al debitore l’atto di precetto (vedi punto 8).
      7. Se non si verifica questa condizione, il creditore dovrà richiedere al giudice l’emissione di un decreto ingiuntivo (ordine di pagamento) nei confronti del debitore. Quest’ultimo, se non ritiene fondata la richiesta, potrà agire attraverso una citazione in opposizione al decreto ingiuntivo. Decorsi 40 giorni senza che il debitore abbia preso alcuna iniziativa, il decreto ingiuntivo diventa titolo esecutivo e può essere emesso, anche in questo caso, l’atto di precetto.
      8. L’atto di precetto è l’atto con il quale si intima al debitore di pagare, entro dieci giorni dalla notifica, la somma dovuta, maggiorata degli interessi moratori e delle spese legali.
      9. Nel caso in cui il debitore non saldi il suo debito, il creditore potrà procedere al pignoramento, cioè al sequestro e alla vendita dei beni del debitore. Possono essere sottoposti a pignoramento sia i beni mobili (televisore, gioielli, bicicletta, automobile…), che immobili (case e terreni). Sono pignorabili anche pensioni e stipendi, fino al limite di un quinto, le rendite, i conti corrente, i conti deposito, i titoli e le obbligazioni.
      10. Nel caso in cui il debitore abbia sottoscritto degli obblighi economici con una banca o una società finanziaria, il sistema giuridico gli offre la possibilità di estinguere il proprio debito attraverso due forme transattive: il piano di rientro e l’accordo a saldo e stralcio.

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