Prestiti

Come richiedere un prestito vitalizio ipotecario

I proprietari di un immobile residenziale che abbiano un’età superiore ai 60 anni, grazie al prestito vitalizio ipotecario, possono ottenere liquidità fino a 350.000 €, senza perdere la proprietà dell’abitazione. Per richiedere questo particolare finanziamento, non vi è un limite d’età massimo; la prerogativa è che l’immobile non sia gravato da iscrizioni ipotecarie.

Somma ottenibile con un prestito vitalizio

L’importo finanziato varia a seconda dell’età del richiedente. Solitamente la banca finanzia una somma pari al 10% del valore dell’immobile per i sessantenni, 20% per i settantenni, 40% per gli ottantenni, e fino al 50% per i novantenni.

Documentazione necessaria per richiedere un prestito vitalizio

  • Copia del documento di identità
  • Codice Fiscale
  • Certificato contestuale
  • Stato di famiglia
  • Relazione Notarile Preliminare o Atto di Provenienza
  • Perizia

Dalla richiesta al momento dell’effettiva erogazione possono passare poche settimane o alcuni mesi.

Potrebbe avvenire un rifiuto relativo al mero importo, giudicato dalla banca troppo elevato; in questo caso sarà sufficiente rivederlo per ricevere un assenso.

Valutazione dei potenziali istituti eroganti

Quando si decide di richiedere un prestito vitalizio è buona regola confrontare i diversi istituti che lo erogano, tenendo in considerazione il tasso di interesse applicato e l’imposta sostitutiva. Nel caso si tratti della “prima casa” e si richieda ad una banca, l’imposta sostitutiva è pari allo 0,25% dell’importo, può salire al 2% nel caso si tratti di finanziarie o di “seconda casa” arriva al 2%.

Perizia immobiliare

Prima di definire un contratto, la banca procede con la perizia dell’immobile, al fine di ottenere una stima del valore e dello stato di conservazione. Tale perizia è eseguita da un perito interno all’istituto e i costi il più delle volte sono a carico del richiedente.

Erogazione del prestito vitalizio

In un giorno concordato, davanti ad un notaio, viene firmato il contratto, iscritta l’ipoteca sull’immobile ed avviene l’erogazione del denaro.

Il titolare del prestito può continuare a vivere nella propria casa, non potrà venderla, affittarla, ristrutturarla, né aggiungere una seconda ipoteca o offrirla in garanzia a favore di terzi.

Estinzione del debito

La restituzione del capitale e degli interessi fa carico, in tutto o in parte, agli eredi posteriormente al decesso del mutuatario.

Quest’ultimo ha la facoltà di decidere se ripagare gradualmente il proprio debito, oppure se lasciare così ai posteri l’onere di estinguere il proprio debito.

Tuttavia, se costoro dovessero rifiutarsi di provvedere al pagamento, la banca può vendere l’immobile e soddisfarsi con il ricavato, restituendo ai successori l’eventuale eccedenza.

A tutela degli eredi, la legge impone che l’entità del debito da rimborsare alla banca non possa mai eccedere il valore di realizzo dell’immobile: in altre parole, se la banca si trovasse a dover vendere l’immobile e il ricavato non fosse sufficiente a coprire il credito, gli eredi non potranno essere chiamati a pagare la differenza.

Prima di decidere se richiedere un prestito vitalizio è opportuno valutare se sia davvero la soluzione giusta, oppure se ci siano soluzioni più adeguate alle proprie esigenze, ad esempio la vendita della proprietà o la cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

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